XXXIV° Settimana del miele
XXXIV° Settimana del miele

Si è svolta a Montalcino, lo scorso 11 settembre. una Conferenza internazionale sulle politiche apistiche dal titolo “ Salvaguardia, valorizzazione e promozione del settore apistico, patrimonio biologico dell’umanità. L’impegno dell’Unione Europea e delle realtà locali e regionali per il mantenimento delle produzioni e della cultura delle api”. Una intensa giornata di lavori che hanno visto alternarsi sul podio, oltre agli assessori all’Agricoltura Regionali e Provinciali , relatori internazionali e nazionali.
Sono intervenuti Stefania Marrone della DG Agricoltura della Commissione Europea che ha parlato della situazione del settore apicolo europeo e dei programmi comunitari finanziati per l’apicoltura, Stanislav Jas del COPA-COGECA che ha dato il punto di vista degli apicoltori europei e i risultati del gruppo consultivo “Miele”, Astrid Lulling del Parlamento Europeo che ha inquadrato l’apicoltura e la biodiversità nel contesto della PAC post 2013, Claudio Porrini e Giovanni Brajon per il progetto APENET che hanno fatto il punto sulle conoscenze ad un anno dall’inizio della sperimentazione, Karla Pozo – UNIPI - che ha presentato una ricerca finalizzata alla determinazione della qualità dell’aria e dell’acqua nelle zone di produzione del miele, Diana Persia – UNIPI – che ha illustrato un metodo per la caratterizzazione qualitativa dei miele attraverso lo studio dei pollini con la biologia molecolare.
Presenti inoltre rappresentanti dei paesi mediterranei ospiti, quali Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Malta che hanno comunicato le loro tecniche di difesa sanitaria degli alveari.
Incaricata di concludere i lavori Barbara Voltini – Dirigente della Regione Toscana.
Ecco le conclusioni di Francesco Panella, moderatore della conferenza internazionale, Presidente UNAAPI, Vice Presidente Gruppo Miele COPA-COGECA: ”A volo d'uccello dopo questa giornata che cosa emerge: a 30 anni dall’arrivo di una patologia endemica e nuova che colpisce un settore zootecnico di rilievo ambientale non esiste una politica veterinaria specifica corrispondente alla specificità di questo comparto zootecnico a livello europeo. Di questa realtà hanno cercato di farsi carico in diverso modo l’agricoltura, gli apicoltori ma c’è un notevole ritardo delle autorità sanitarie di riferimento e una disomogeneità di risposta delle stesse”.