“Mi spiace Dottore, ma Lei queste cose non Le conosce”
“Mi spiace Dottore, ma Lei queste cose non Le conosce”

Ancora una volta l’intervento del Presidente dell’AGCM si caratterizza per il suo approccio superficiale. Questa volta l’analisi di Catricalà verte sulla valutazione del numero chiuso per l’accesso ai corsi di Laurea in Medicina Veterinaria. La FNOVI ha indirizzato una nota al vertice dell’Antitrust dissentendo con le conclusioni espresse.
Amara la conclusione: “Mi spiace Dottore, ma Lei queste cose non Le conosce. Forse è tempo che rimedi a questa Sua condizione”.
Ancora una volta l’intervento del Presidente dell’AGCM si caratterizza per il suo approccio superficiale. Questa volta l’analisi di Catricalà verte sulla valutazione del numero chiuso per l’accesso ai corsi di Laurea in Medicina Veterinaria. La FNOVI ha indirizzato una nota al vertice dell’Antitrust dissentendo con le conclusioni espresse.
“Ancora una volta constatiamo la Sua disinformazione rispetto alla nostra categoria professionale, e ciò nonostante in passato ci fossimo preoccupati di omaggiarla delle due pubblicazioni che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani ha commissionato (nel maggio 2005 e nel marzo 2010) al fine di poter disporre di un quadro reale della professione veterinaria italiana analizzata in tutti i suoi dettagli, dalla formazione di base e specialistica ai settori d’impiego” si legge nella nota che poi prosegue annunciando che i due volumi citati saranno nuovamente recapitati.
Respinte al mittente quindi le illazioni sull’uso strumentale delle limitazioni all’accesso all’esercizio della professione per limitare la concorrenza tra professionisti.
“Se infatti potessimo finalmente contare sulla Sua attenzione” – dichiara il Presidente Penocchio – “siamo certi comprenderebbe perché l’accesso alla professione medico veterinaria basata sul numero "programmato" (e non, come da lei indicato, sul numero "chiuso") è una conseguenza della relazione esistente tra bisogni (domanda) e offerta di prestazioni. 14 corsi di laurea hanno messo sul mercato 28.000 medici veterinari, i più giovani dei quali sono in larga parte disoccupati o sottoccupati e devono vivere con un reddito medio, calcolato sui primi 10 anni di professione, di 800 ero al mese”.
Amara la conclusione: “Mi spiace Dottore, ma Lei queste cose non Le conosce. Forse è tempo che rimedi a questa Sua condizione”.
Manifestazioni di dissenso sono state espresse anche dal SIVeMP, che ha diramato un comunicato stampa in argomento, e dall’ANMVI.