L'Europa parla di “Scienze Veterinarie”. La Fnovi di Medicina Veterinaria

Revisione della Direttiva 36/2005
30/05/2011
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L'europarlamentare Mario Pirillo, relatore per la commissione ambiente per la revisione della direttiva qualifiche professionali ha incontrato lo scorso venerdi i rappresentanti di tutte le professioni sanitarie e il Direttore generale delle risorse umane e professioni sanitarie del Ministero della salute Dr. Giovanni Leonardi. Per la FNOVI era presente la VicePresidente Carla Bernasconi. 
Nel corso dell'incontro sono emerse posizioni per molti aspetti uniformi e ovviamente anche le singole richieste ed aspettative. Si è parlato del problema della verifica della conoscenza della lingua del paese ove si intende professare, di tessera, riconoscimento automatico totale e parziale. La nostra professione ha una posizione da difendere in Europa: la DG Mercato Interno è orientata ad un livellamento dei percorsi formativi in medicina veterinaria con un tipo di approccio pericolosamente riduttivo, prettamente "commerciale" - in linea con il fatto che in UE non siamo professione sanitaria e si ostinano a prendere in considerazione solo gli ambiti "clinici" escludendo tutta la sicurezza alimentare, l'ispezione, la salute pubblica.

L'europarlamentare Mario Pirillo, relatore per la commissione ambiente per la  revisione della direttiva qualifiche professionali ha incontrato lo scorso venerdi i rappresentanti di tutte le professioni sanitarie e il Direttore generale delle risorse umane e professioni sanitarie del Ministero della salute Dr. Giovanni Leonardi. Per la FNOVI era presente la VicePresidente Carla Bernasconi.
Nel corso dell'incontro sono emerse posizioni per molti aspetti uniformi e ovviamente anche le singole richieste ed aspettative. Si è parlato del problema della verifica della conoscenza della lingua del paese ove si intende professare, di tessera, riconoscimento automatico totale e parziale. La nostra professione ha una posizione da difendere in Europa: la DG Mercato Interno è orientata ad un livellamento dei percorsi formativi in medicina veterinaria con un tipo di approccio pericolosamente riduttivo, prettamente "commerciale" - in linea con il fatto che in UE non siamo professione sanitaria e si ostinano a prendere in considerazione solo gli ambiti "clinici" escludendo tutta la sicurezza alimentare, l'ispezione, la salute pubblica.
Inglesi, spagnoli, francesi, olandesi e finlandesi spingono per 4 anni diformazione veterinaria preceduta da 2 o 3 anni di scuola preparatoria, anche comune ad altri percorsi successivi; questa ipotesi farebbe decadere le premesse alla base della direttiva sul mutuo riconoscimento, vorrebbe anche sostituire l'elenco delle materie con un l'elenco di competenze, utilizzando il "day one skills"ritenendo superato e poco utile definire i piani formativi.
Si parla di scienze veterinarie, non più di medicina veterinaria. 
L'europarlamentare si è reso disponibile a suggerimenti e proposte che dovranno essere inviate.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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