Avellino - Est modus in rebus
Avellino - Est modus in rebus

La Fnovi ha elaborato una sintesi dettagliata di come e cosa può essere autorizzato, rispondendo alla nota inviata da alcuni iscritti all'Ordine di Avellino in merito al Progetto “Bene lui, Bene noi”.
Nel documento sono elencate principi e norme che regolamentano le attività medico veterinarie e consentono di rispettare i criteri che, sempre e comunque, nel rispetto delle competenze e dei ruoli, permettono di erogare prestazioni veterinarie.
L'elenco ricorda cosa non può essere previsto né, pertanto, autorizzato e conclude "In caso la circostanza fosse confermata sarebbero evidenti responsabilità che vanno oltre la turbativa del mercato dei servizi professionali, ma che necessitano di valutazioni in ordine alla legalità ed alla corretta gestione delle risorse pubbliche".
La Fnovi ha elaborato una sintesi dettagliata di come e cosa può essere autorizzato, rispondendo alla nota inviata da alcuni iscritti all'Ordine di Avellino in merito al Progetto “Bene lui, Bene noi”.
Nel documento sono elencate principi e norme che regolamentano le attività medico veterinarie e consentono di rispettare i criteri che, sempre e comunque, nel rispetto delle competenze e dei ruoli, permettono di erogare prestazioni veterinarie.
L'elenco ricorda cosa non può essere previsto né, pertanto, autorizzato:
1. Non sono autorizzabili strutture veterinarie mobili. Ai sensi della vigente normativa non è autorizzabile l’attivazione di un camper con ambulatorio mobile per le sterilizzazioni di cani affidati ai canili e per qualunque altra attività ambulatoriale, “non sono ammesse strutture veterinarie mobili, ad eccezione di quelle per il trasporto di animali bisognosi di cura, ed utilizzate per lo svolgimento di attività organicamente collegate ad una o più delle strutture veterinarie di cui alla presente delibera e tale evenienza dovrà risultare nell’autorizzazione sanitaria”.
2. Non si può svolgere la professione in ambienti privi di autorizzazione sanitaria. Da quanto si legge esisterebbero spazi/strutture dove si esercita la professione medico veterinaria privi di autorizzazione sanitaria (ad Altavilla, etc.). E’ evidente che in questi in ambienti non autorizzati non può svolgersi stabilmente una attività professionale medica. Se questi ambienti sono privi dei requisiti sanitari minimi richiesti dalla legge, l’attività deve essere immediatamente sospesa; diversamente non si comprendono le ragioni che hanno impedito o ritardato il rilascio da parte di ASL dell’autorizzazione degli stessi spazi dove l’Autorità sanitaria esercita una attività medica.
3. Non si possono utilizzare risorse pubbliche per prestazioni in favore di privati. E’ quanto si evince dalla lettura della nota diffusa dai colleghi di Avellino.
In caso la circostanza fosse confermata sarebbero evidenti responsabilità che vanno oltre la turbativa del mercato dei servizi professionali, ma che necessitano di valutazioni in ordine alla legalità ed alla corretta gestione delle risorse pubbliche