Gli ippodromi e i medici veterinari chiudono

15/12/2011
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Il 26 giugno 2009, la FNOVI rispondendo all’appello dell’allora Ministro Zaia, consegnava il suo documento per il rilancio dell’ippica.
In tale documento si sosteneva come la FNOVI sia il soggetto che maggiormente possa fornire supporto al MiPAF in un progetto di rilancio dell’Ippica dato che la figura del medico veterinario, con le sue caratteristiche e le sue svariate conoscenze professionali si presenta come unica figura intellettuale costantemente presente, sia nella veste pubblica che privata lungo tutta la filiera dell’Ippica intesa come quell’attività dell’uomo finalizzata,tramite lo studio degli incroci genealogici ed il risultato dei confronti in corsa dei soggetti selezionati,ad ottenere un miglioramento atletico costante della specie equina.
L’ippica, si sottolineava, trova nella figura del veterinario la risposta alla necessità di capire, per condivisione degli obiettivi sia pubblici che privati, le istanze del mondo allevatoriale, imprenditoriale, sportivo, amatoriale, protezionistico e dello Stato stesso.”

In quest’ottica il documento chiedeva un forte coinvolgimento dei veterinari per il tramite della Federazione e la determinazione della politica ad intervenire nella direzione delle proposte avanzate. Il coinvolgimento non c’è stato e oggi, pur nella disponibilità immutata, questa Federazione si rammarica di leggere che gli ippodromi chiuderanno il primo gennaio 2012.
Ad essere colpiti non saranno solo i veterinari, numerosi dato che a ritroso la chiusura degli ippodromi porterà alla contrazione di tutto il settore degli allevamenti, ma anche gli operatori della filiera e dell’indotto. Un allarme particolare poi va lanciata per la gestione del destino degli animali, gestione che anche qui non può prescindere dal coinvolgimento della figura del veterinario.
L’ippica italiana ha saputo raggiungere livelli di eccellenza nel mondo. Perdere questa tradizione per un incapacità al risanamento è perdere colpevolmente un patrimonio inestimabile di cultura, passione e professione.
 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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