Bozza per la prima modifica della Direttiva 2006/35/CE
Bozza per la prima modifica della Direttiva 2006/35/CE

E' stato pubblicato ieri il testo della bozza per la prima modifica della Direttiva 2006/35/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali alla quale la Commissione EU sta lavorando. La bozza tiene in considerazioni le osservazioni ricevute nel corso delle consultazioni - alle quali ha partecipato anche la Fnovi - e stabilisce alcuni punti importanti pur mantenendo l' approccio decisamente orientato alla maggior semplificazione delle procedure di riconoscimento dei titoli acquisiti negli Atenei europei. I punti più innovativi sono l'istituzione della Professional Card ( che raccoglierà oltre ai dati anagrafici, tutte le informazioni sul percorso formativo del professionista, sull'educazione continua e su eventuali procedimenti disciplinari) e l'implementazione del sistema IMI - creato a seguito della Direttiva 2006/123/CE (nota come Direttiva Servizi) che attualmente non viene utilizzato al meglio delle sue possibilità, non essendo obbligatorio. La Commissione ha quindi tenuto in considerazione almeno in parte i rilievi inviati.
E' stato pubblicato ieri il testo della bozza per la prima modifica della Direttiva 2006/35/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali alla quale la Commissione EU sta lavorando. La bozza tiene in considerazioni le osservazioni ricevute nel corso delle consultazioni - alle quali ha partecipato anche la Fnovi - e stabilisce alcuni punti importanti pur mantenendo l' approccio decisamente orientato alla maggior semplificazione delle procedure di riconoscimento dei titoli acquisiti negli Atenei europei. I
punti più innovativi sono l'istituzione della Professional Card ( che raccoglierà oltre ai dati anagrafici, tutte le informazioni sul percorso formativo del professionista, sull'educazione continua e su eventuali procedimenti disciplinari) e l'implementazione del sistema IMI - creato a seguito della Direttiva 2006/123/CE (nota come Direttiva Servizi) che attualmente non viene utilizzato al meglio delle sue possibilità, non essendo obbligatorio.
Viene ribadita così l'importanza della condivisione di informazioni aggiornate e verificate sui singoli professionisti.
Nelle premesse è ricordato che le norme in materia di professioni rientrano le principio di sussidiarietà e proporzionalità - e sono quindi particolarmente delicate - e che necessitano inoltre di una maggiore determinazione nel loro recepimento da parte dei singoli Paesi Membri per poter assicurare ai professionisti la concreta libertà di erogare prestazioni nel mercato comune. Il sistema EU prevede che le Autorità competenti dei Paesi membri assicurino che i propri professionisti, specialmente quelli delle professioni sanitarie, siano stati formati con percorsi che rispettano i requisiti previsti dall'Allegato V e che non abbiano procedimenti disciplinari o altri carichi pendenti che possano precludere lo svolgimento della professione. Sarà invece compito delle Autorità competenti del Paese ospite verificare le conoscenze linguistiche del professionista. La Commissione ha quindi tenuto in considerazione almeno in parte i rilievi inviati.
Si tratta comunque solo di una bozza che dovrà essere discussa e condivisa dal Parlamento e dal Consiglio EU.