La FNOVI chiede che Bioetica diventi materia d’insegnamento in Medicina veterinaria
La FNOVI chiede che Bioetica diventi materia d’insegnamento in Medicina veterinaria

Con una nota a sua firma il Presidente della FNOVI, Dr. Gaetano Penocchio ha scritto al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca auspicando un Suo intervento affinché lo studio della Bioetica entri a far parte a pieno titolo nel Curriculum di studio della laurea Magistrale a Ciclo Unico in Medicina Veterinaria tra le materie d’insegnamento previste dal piano di studi di tutte le Facoltà italiane di Medicina Veterinaria.
Nel recente passato l’offerta formativa di alcune sedi universitarie si è già arricchita della programmazione di Corsi e Master in argomento, incontrando l’interesse degli studenti sulle problematiche di natura etica.
Preso atto della crescente sensibilità che la comunità manifesta nei confronti degli animali, la Federazione ha riscritto le proprie previsioni deontologiche promuovendo il “… rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti” (art. 1), allineandosi così al dettato del Trattato di Lisbona, che riconosce gli animali quali “esseri senzienti”.
La Federazione è fortemente convinta che l’attività del Medico Veterinario debba esplicarsi “… secondo scienza, coscienza e professionalità” (art. 9) ed evidenzia che già da tempo i sanitari si trovano a dover affrontare quotidianamente questioni di bioetica, prima fra tutte l’eutanasia che come recita il Codice Deontologico “… rientra nell’etica Professionale del Medico Veterinario” (art.34); ma questioni quali, a solo titolo di esempio, la clonazione sono spesso affrontate attingendo esclusivamente al proprio know-how.
Nella lettera si rileva che “mentre l’insegnamento delle materie tecniche è ritenuto adeguato alle conoscenze scientifiche del momento, lo stesso non può dirsi per quegli insegnamenti che sono idonei a sviluppare una coscienza etica dei futuri operatori sanitari”.
L’istanza avanzata si conclude sostenendo che “è fondamentale che ogni medico veterinario possa contare su una valida formazione in Bioetica”.