Il veterinario aziendale: il professionista per la salute pubblica
Il veterinario aziendale: il professionista per la salute pubblica

È dedicato alla figura del “veterinario aziendale” l’editoriale a firma di Nino Andena, Presidente AIA, pubblicato sul numero di febbraio della rivista “L’Allevatore”. Nell’editoriale si legge che, in ragione del protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso gennaio, il veterinario aziendale rappresenterà “l’interfaccia fra l’allevatore e la salute pubblica, con una serie di compiti e responsabilità ben definite”.
Mentre proseguono gli incontri tra i protagonisti dell’accordo - il prossimo, che vedrà la partecipazione del Presidente Penocchio, è previsto per l’8 marzo p.v. – il Presidente dell’Associazione degli Allevatori Italiani sottolinea che il veterinario di fiducia sarà un ausilio per l’allevatore il quale, aderendo volontariamente a questo percorso, potrà avvalersi di professionisti dotati di idonea competenza nella gestione della stalla.
Nessuna sostituzione al lavoro dei controllori o dell’assistenza tecnica erogata dal sistema allevatori, né ingerenze nel ruolo istituzionale proprio dei veterinari pubblici. “Attraverso l’adesione volontaria degli allevatori, il veterinario giocherà un ruolo importante nell’epidemiosorveglianza, relazionandosi in materia formale con la salute pubblica”.
Maggior valore quindi ad una figura già presente nella maggior parte degli allevamenti (il “nostro veterinario”) nella consapevolezza del grande vantaggio che ne deriverà per il management aziendale in favore della salute e del benessere degli animali.
La Federazione ha individuato i seguenti requisiti professionali:
- Anzianità di attività di almeno 3 anni nel settore degli animali da reddito (direttamente o seguendo un “tutor”).*
- Partecipazione ad un “Corso di formazione per Veterinari aziendali”.
- Svolgere e aver svolto negli ultimi 3 anni almeno il 50% della propria attività professionale nel settore degli animali da reddito.
- Presentare al proprio Ordine di appartenenza il curriculum formativo e professionale riportante l’attività svolta e i corsi di aggiornamento, sia nazionali che internazionali, sia ECM che non, frequentati nei 3 anni antecedenti all’iscrizione negli elenchi dei Veterinari Aziendali.
- Rivalidazione: presentare ogni 5 anni al proprio Ordine, la documentazione attestante l’attività professionale e gli aggiornamenti professionali, svolti nel quinquennio.
- Esercitare la Libera Professione, oppure essere dipendente di un allevatore o di una filiera, purché la propria attività sia rivolta agli animali di proprietà dei medesimi. Non possono essere veterinari aziendali i dipendenti del SSN. I convenzionati SSN possono esercitare i compiti del veterinario aziendale purché in nessun modo possa essere configurabile una condizione, anche potenziale, di conflitto di interessi (controllore-controllato). In ogni caso il rapporto di lavoro tra allevatore e Veterinario aziendale deve essere diretto.
*Il “tutor” è un veterinario libero professionista che, oltre ai requisiti di cui ai punti precedenti, abbia svolto almeno il 50% della propria attività negli ultimi 10 anni nel settore degli animali da reddito.