Randagismo alle Isole Tremiti

07/05/2012
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In riferimento alla nota vicenda delle Isole Tremiti, portata recentemente all’attenzione dei media nazionali da “Striscia la notizia” e relativa a sterilizzazioni eseguite da un medico veterinario su un automezzo autorizzato come “ambulanza veterinaria”, presa visione dei documenti inoltrati dall’Ordine dei medici veterinari di Caserta, e delle risposte pervenute dalla Regione Puglia, dall’Asl di Foggia e dal Ministero della Salute, riteniamo opportuno far seguire le nostre osservazioni.
Per quanto si voglia valutare l’accaduto, è di tutta evidenza come nella vicenda nulla sia configurabile come emergenza, ovvero come una situazione da affrontare con tempestività e risolutezza.

Questa soluzione veniva adottata da anni, tutti sapevano e da una volta all’altra nessuno ha provveduto a ricondurre il tutto nella legalità; chi in nome di una presunta emergenza, valutata con criteri personali ed arbitrari, chi in nome di un concetto di “amore per gli animali”, chi in nome di “opinioni personali di vario tipo” che, per quanto si vogliano comprendere e/o condividere, non rientrano nei confini posti dalla legge.
In sintesi: la sterilizzazione dei gatti non può essere definita problema urgente e contingibile, data la sua programmabilità; quand’anche lo fosse, nel caso di specie qualunque urgenza e contingibilità è negata dal reiterarsi dell’azione.
Diverso è il discorso che riguarda l’autorizzazione rilasciata alla collega dal Commissario prefettizio: egli può, infatti, quale pubblica autorità, adottare soluzioni per situazioni di emergenza solo in situazioni di particolare gravità per le istituzioni o per il paese e non ci pare fosse questo il caso.
Resta semmai da chiarire se al Commissario sia stato esplicitato, dagli organismi tecnici competenti, come l’accordo Stato Regioni preveda come soluzione all’emergenza “soccorso di animali feriti o gravi” il solo “trasporto su mezzo idoneo”; cosa quindi assai diversa dalla possibilità di eseguire interventi chirurgici su mezzo mobile (.. e con attrezzature fuori da ogni norma), nemmeno in emergenza e men che meno in situazione di routine.
Posto che di emergenza non si tratta e che, come si evince dal filmato, i gatti potevano essere in qualche modo catturati, sorprende come non si siano trovate soluzioni più idonee e nel rispetto delle norme vigenti.
Il risultato è quello che accomuna tutte le condizioni di illegalità protratta, ossia che la ragione finisce per diventare il torto: nella nota del Ministero della salute (“obiettivo che si auspica essere perseguito anche da codesta Federazione”) appare ora quasi che FNOVI non voglia la lotta al randagismo.
Il torto quindi finisce per apparire ragione (“le strutture mobili siano un efficace ausilio per contrastare efficacemente il randagismo” piuttosto che “Resta inteso che anche questo Ministero ritiene indispensabile il rispetto delle buone pratiche veterinarie in ogni situazione al fine di tutelare il benessere degli animali e, da quanto in nostro possesso, le stesse risultano essere state garantite nello svolgimento della campagna in oggetto”), laddove i bravi che hanno risolto il problema sono quelli che si sono posti fuori dalla legalità, oseremmo dire Regione in testa, che non poteva non conoscere la circostanza relativa all’autorizzazione prefettizia, l’ASL, e la collega.
A completamento delle valutazioni sopra esposte questa Federazione ritiene che ovunque le emergenze non siano tali e configurate per legge, in nessuna condizione si possa prescindere dall’osservanza dei precetti deontologici, dal benessere animale, dalla salvaguardia della dignità e del decoro professionale nonché da quelle “Buone Pratiche Veterinarie”, citate poco sopra, che mirano alla qualità delle prestazioni erogate.
Il problema va quindi affrontato e risolto con altre soluzioni. 
 

Fonte: 
Presidente Gaetano Penocchio
FNOVI!
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