Il valore dei medici veterinari in apicoltura
Il valore dei medici veterinari in apicoltura

Notizie di cronaca riferiscono di una indagine del Corpo forestale che ebbe inizio nel gennaio 2010, quando, in preparati a base di propoli, fu rilevata la presenza di residui di acaricidi non consentiti dalla legge. Da allora l’operazione dei forestali denominata "Ape Maia - Bio" ha messo in evidenza quanto avviene nel settore apistico ad opera di apicoltori spregiudicati che utilizzano prodotti illeciti per la lotta alla varroatosi.
Il Clorfenvinfos, agrofarmaco da sempre vietato in apicoltura, è stato bandito dal mercato agricolo europeo dal 2003 per la sua pericolosità. È assolutamente impensabile che la sua presenza nella cera, nel miele e nella propoli oggi, siano imputabili a contaminazioni ambientali, come vorrebbero far credere, invece, alcune associazioni di produttori apistici. Inoltre, la certificazione di "apicoltura biologica" vuole che la cera utilizzata sia priva dei citati contaminanti e proveniente da unità di produzione biologica.
È pertanto evidente come taluni apicoltori continuino a procurarsi il Clorfenvinfos illecitamente e ad utilizzarlo sotto forma di stecche imbevute che contaminano irrimediabilmente la cera, il miele e la propoli di ogni alveare trattato. Questo dato è stato rilevato anche dal PNR nazionale nel 2008 e 2009. L’indagine "Apenet", condotta in Italia dal 2009 al 2011, tesa ad accertare le cause di morte dei nostri alveari, ha confermato la presenza di tale acaricida nella cera di nido, memoria dei trattamenti effettuati sull´alveare. Per questo 2000 bottigliette di soluzione idroalcolica di propoli e 455.000 perle da masticare sono state ritirate dal commercio e 46 aziende del settore denunciate.
La FNOVI sostiene da tempo che il farmaco in apicoltura deve esser dispensato dietro ricetta medico veterinaria. Soltanto così il settore sarà ricondotto al controllo e si potrà distinguere l’apicoltura pulita, rispettosa ed onesta, da quella spregiudicata.
Si ribadisce come gli organi di controllo, siano questi i Medici Veterinari Ufficiali, i Nas o il Corpo Forestale non possano più fare a meno di “veterinari esperti” opportunamente formati, in grado di individuare eventuali illeciti, al fine di individuare quegli apicoltori che stanno distruggendo l’immagine salutistica dei prodotti dell´alveare a scapito di produttori, consumatori e ambiente.