L'Antitrust non vuole Ordini "garanti" della qualità delle professioni
L'Antitrust non vuole Ordini "garanti" della qualità delle professioni

La relazione del Garante della Concorrenza attribuisce, ancora una volta, all'Ordine professionale un ruolo che non gli appartiene. E contesta la presenza della FNOVI, pur senza citarla nella sua relazione, al Tavolo Tecnico del Ministero dell'Università per la programmazione dei posti al corso di laurea in veterinaria. Il Garante sostiene che l'Ordine al massimo dovrebbe essere un mero osservatore passivo di destini professionali decisi da altri soggetti.
“Il Garante si confronti con la realtà occupazionale della professione veterinaria: distorta, inflazionata, anticoncorrenziale e squalificata da corporativismi che annidano nei baronati accademici e nei campanilismi delle amministrazioni locali - ha dichiarato Gaetano Penocchio - non certo in un Ordine professionale come il nostro che fa il suo dovere costituzionale quando dice no a pletore di laureati allo sbaraglio, in un settore dove gli errori di anni di programmazione fantasiosa ricadono sui pazienti, sui cittadini consumatori e sulla sanità pubblica del Paese. E' un dovere dell'Ordine essere a quel tavolo per tutelare l'utenza. Non per diktat del mercato, ma per funzione ausiliaria dello Stato”.