Gli auguri della FNOVI

20/12/2007
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La fine dell’anno si avvicina: è tradizione festeggiare, scambiarsi gli auguri, guardare ai mesi trascorsi e fare buoni propositi per l’anno che tra poco inizia.
L’anno che sta terminando ha visto l’attivazione del portale come nuovo strumento di comunicazione e collaborazione fra la Federazione, gli Ordini e gli iscritti, la nascita della newsletter, le innumerevoli attività del Comitato centrale sempre tese ad aumentare la partecipazione ai tavoli dove si decide del nostro futuro.

La fine dell’anno si avvicina: è tradizione festeggiare, scambiarsi gli auguri, guardare ai mesi trascorsi e fare buoni propositi per l’anno che tra poco inizia.
L’anno che sta terminando ha visto l’attivazione del portale come nuovo strumento di comunicazione e collaborazione fra la Federazione, gli Ordini e gli iscritti, la nascita della newsletter, le innumerevoli attività del Comitato centrale sempre tese ad aumentare la partecipazione ai tavoli dove si decide del nostro futuro.
Compie un anno in questi giorni il codice deontologico, un anno segnato dalla “liberalizzazione” voluta da Bersani, dai tentativi - sempre reiterati - di attivare ulteriori facoltà di medicina veterinaria, di togliere competenze e limitare il nostro campo d’azione.
Venti di tempesta hanno sferzato la nostra professione, ci sentiamo spesso in trincea: sembrerebbe che ci siano più motivi per essere pessimisti o quanto meno preoccupati per il nostro futuro, come individui e come categoria.
La relazione del Presidente al Consiglio Nazionale del dicembre scorso si concludeva con la frase di M.L.King “I have a dream” ho un sogno e la richiesta di “avere motivazioni, amore per quello che facciamo, adesione incondizionata al progetto di rilancio della nostra professione”. Un anno dopo, la locandina del consiglio Nazionale citava Alan Kay “Non preoccuparti di cosa sta per fare qualcun altro. Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo”
Forse non abbiamo molto da festeggiare ma possiamo augurarci di mantenere l’impegno e l’amore per la nostra professione, di onorarla ogni giorno nello svolgimento delle nostre difficili giornate.
Augurarci ed impegnarci perché fra tutti noi colleghi ci sia un rispetto reciproco e manifesto, pur nelle differenze di attività e di sensibilità.
Spesso diciamo che siamo pochi, poco rappresentati, poco convincenti agli occhi del pubblico: l’augurio è che l’anno nuovo porti ricchezza, non solo intellettuale, prosperità e correttezza a tutti e per tutti.
Per esercitarci ad essere credibili, per educarci al rispetto, per ottenere, prima di tutto fra noi, ciò che richiediamo agli altri.
Per i buoni propositi la coscienza di ognuno saprà dare ottimi suggerimenti.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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