Veterinario aziendale: incontri con i sindacati

09/10/2012
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La FNOVI ha promosso un ciclo di incontri sulla figura del veterinario aziendale. Dopo l'incontro con il Sivemp, il 4 ottobre a Brescia è stata la volta del Sivelp.
La FNOVI ha illustrato il processo in atto per il consolidamento normativo del veterinario d'azienda, nella più stretta osservanza dei principi e delle direttive contenuti in due documenti approvati all'unanimità dal Consiglio Nazionale degli Ordini Veterinari Provinciali: la “Carta fondativa del Veterinario aziendale” (novembre 2010) e la “Mozione di Matera” (giugno 2012). La FNOVI attribuisce valore ufficiale solo ai documenti sopracitati e considera arbitrarie e non veritiere attribuzioni d'intenti diverse. Un'attenta rilettura degli stessi potrà giovare al processo in corso.

Occorre puntualizzare che il ruolo della Federazione negli incontri con le organizzazioni sindacali si mantiene coerente con il proprio ruolo di rappresentanza esponenziale della categoria, ruolo istituzionale che - come più volte asserito dalla Presidenza - non può essere di "concertazione" con le "parti sociali", pena un travisamento delle funzioni ordinistiche.
E' altresì necessario chiarire che la FNOVI è impegnata a delineare un professionista dell'allevamento che vedrà innalzato il proprio ruolo professionalmente libero (ed autorevole) nei confronti dei soggetti della Food Chain. In questa direzione, la Federazione sovrintende al Protocollo d'intesa siglato da AIA e ANMVI per quanto di competenza deontologica.
Pertanto, la Federazione ribadisce qui ufficialmente, come fatto negli incontri svolti, l'intangibilità di ruolo dell'Autorità sanitaria (Servizi Veterinari SSN), ed il ruolo sanitario e indipendente del veterinario libero professionista. Dal Ministero della Salute giunge una domanda di potenziamento del ruolo sanitario e di epidemiosorveglianza, quel ruolo che qualcuno dimentica di avere giustamente invocato durante la grave crisi della BSE, quel ruolo che allora si disse fosse l'anello mancante della rete di epidemiosorveglianza. Un ruolo squisitamente sanitario, dunque, anche al servizio delle produzioni zootecniche (art. 1 del Codice Deontologico, cfr. "conservazione e allo sviluppo funzionale del patrimonio zootecnico"). Ebbene siamo alla prova dei fatti.
Occorre infine chiarire che gli incontri promossi dalla Federazione risultano tempestivi rispetto ad una evoluzione europea - ancor prima che nazionale - che investirà gli assetti attuali della sanità animale e delle politiche zootecniche. Non si può parlare di ritardi in un processo in progress. Si potrebbe viceversa parlare di "miopia" qualora non si avesse la lungimiranza di cogliere l'evoluzione in corso. L'alternativa -per tutto il sistema della sanità animale - è di perdere competenze storiche e non acquisirne di nuove. Non cogliere in questo processo una opportunità è un grave errore che la FNOVI non commetterà

Fonte: 
Presidente Gaetano Penocchio
FNOVI!
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