La PAC dopo il 2013 – Il processo di riforma della Politica Agricola Comune
La PAC dopo il 2013 – Il processo di riforma della Politica Agricola Comune

Il convegno su “La PAC dopo il 2013”, tenutosi venerdì 14 dicembre a Catania, ha riscosso un notevole successo nonostante, o forse proprio a causa, del momento non certo roseo per tutto il comparto agricolo. Oltre mille gli intervenuti. Presente per la FNOVI, che ha patrocinato l’evento, il Dr. Raimondo Gissara.
“E' stato ribadito il concetto che la PAC è chiamata ad affrontare una serie di sfide che costringono l'Unione Europea a fare scelte importanti per il futuro a lungo termine del settore agricolo e delle zone rurali. La PAC deve garantire il soddisfacimento dei consumi alimentari a lungo termine, con prodotti di qualità, ma badando sempre più alla tutela dell'ambiente ed alla lotta al cambiamento climatico.
Il commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, Dacian Ciolos, si è soffermato sulla necessità di sostenere le comunità agricole e le piccole aziende che con il loro lavoro, producono una tale varietà di prodotti alimentari di particolare pregio, da costituire il futuro della PAC, a dimostrazione del fatto che piccola azienda non è sinonimo di povertà ma di qualità.
Ciolos si è impegnato nel voler mantenere i pagamenti diretti a sostegno della politica rurale, proponendo che venga mantenuto il bilancio della PAC e che lo stesso venga accettato dai Capi di Stato dei Paesi Membri. Ha parlato di pagamenti supplementari, a favore dei giovani agricoltori che si stanno insediando in agricoltura, particolarmente nelle zone svantaggiate. I benefici della PAC devono essere indirizzati in maniera prioritaria verso gli agricoltori "attivi", vale a dire le imprese agricole che sono orientate al mercato e che operano sul territorio, soprattutto sotto forma di aggregazione.
Il Ministro Mario Catania, ha difeso l'operato del governo italiano, relativamente al mantenimento del bilancio europeo della PAC ed alla ripartizione più equa delle risorse. Sposando la presa di posizione sostenuta dal Presidente del Consiglio, Mario Monti , in merito ad una ripartizione dei sostegni non adeguata per l'Italia rispetto a quello che è il reale peso e il reale valore delle aziende italiane, ha evidenziato i livelli di eccellenza nei reparti agricoli e zootecnici, parlando di una zootecnia viva, in movimento, capace di trovare valore e qualità. Si è discusso anche di Greening, cioè della forma di pagamento che comporterà un titolo verde addizionale al regime di pagamento di base riconosciuto agli agricoltori attivi, concetto molto caro all'Europa. Il rappresentante del governo e l'onorevole Giovanni La Via hanno sostenuto che il Greeming dovrà costituire una valenza ambientale che non porti un aggravio aggiuntivo alle imprese e che sia in armonia con la nostra agricoltura. Tutti hanno infine convenuto sulla necessità di semplificare, semplificare, semplificare.”