Dalle tariffe ai parametri

La parola al Consiglio Superiore di Sanità
07/02/2013
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Dopo l’espressa abrogazione delle tariffe professionali, avvenuta a cura dell’art. 9 del decreto legge del 24 gennaio 2012, convertito dalla legge n, 27 del 24 marzo 2012, sarà il giudice a stabilire – nei casi in cui mancherà l’accordo tra le parti – il compenso in base a parametri fissati dal Ministro vigilante (vedi in argomento anche articolo a firma del Presidente FNOVI, Dr. G. Penocchio, pubblicato sulla rivista “30giorni”).
Se per medici veterinari, farmacisti, psicologi, infermieri, infermieri psichiatri, ostetrici, tecnici sanitari di radiologia medica il Ministro della Salute ha emanato uno schema di regolamento, per i medici e gli odontoiatri questo non è stato possibile a causa della complessità delle innovazioni scientifiche intervenute che, oltre ad incidere sulla tariffe in senso stretto ricade - come lamentato dal Presidente della FNOMCeO - anche sulla nomenclatura delle prestazioni.

I medici veterinari sono avvantaggiati da uno Studio che - già approvato a suo tempo dal CSS, poche settimane prima che arrivasse il Decreto Bersani a vanificarne il significato di tariffario - ha oggi un valore adeguato ai parametri ISTAT e funge perfettamente da base per il nomenclatore.
Se per le tariffe dei medici e dentisti il Ministero della Salute si è rivolto alla I Sezione del Consiglio Superiore di Sanità chiedendo l’attivazione di un gruppo di lavoro con il compito di stilare una proposta di regolamento, la IV Sezione del CSS adotterà le valutazioni più opportune dello Studio FNOVI, affinché - da indicativo - diventi idoneo ad assumere il valore ufficiale di parametro per le liquidazioni giudiziali, come previsto dalla Riforma Monti.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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