Il ritornello populista dell’abolizione degli Ordini
Il ritornello populista dell’abolizione degli Ordini

Il 19 febbraio i riflettori degli Ordini saranno puntati sulle (peggiori) proposte dei partiti. Nei programmi elettorali, sempre più somiglianti a vuoti proclami, è trasversale l’attacco al sistema degli Ordini. In alcuni è particolarmente corrosivo. La parola per sedurre l’elettorato è sempre la stessa: “Liberalizzazioni”. Si gioca sull'evocazione di un vago sentimento di libertà. Quanto più è vago e tanto più sarà facile da tradire. I cittadini non chiedono l’abolizione degli Ordini, semmai Ordini più autorevoli e professionisti degni dell’abilitazione.
E un sistema dell'accesso allineato al mercato del lavoro. Lo vuole anche la FNOVI. Chi altri? Il Professional Day è il giorno delle risposte.
In argomento vedi anche “I titani dell'antipolitica” l’editoriale a firma di Gaetano Penocchio.
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