Penocchio scrive al Corriere della Sera: non siamo “dottor morte”
Penocchio scrive al Corriere della Sera: non siamo “dottor morte”

A firma della giornalista Isabella Bossi Fedrigotti, lo scorso 15 giugno il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo sul difficile tema dell’eutanasia dal titolo “Se l'Eutanasia in Olanda nega la speranza anche ai bambini malati”. Una recente proposta di legge Olandese prevede di estendere la possibilità di eutanasia anche sui minori.
Su questi temi la politica italiana è da tempo divisa e su questo si è soffermata la giornalista nel suo articolo: ma ha commesso un errore, molto grave, ed il Presidente FNOVI, Dr. Gaetano Penocchio, lo ha immediatamente segnalato al Direttore del quotidiano.
Nella nota di replica trasmessa si legge che “ha offeso tutti noi, tutta la professione Medico Veterinaria ed ha insultato tutti i proprietari di animali, cioè quel 55,3% di italiani che ha scelto di vivere con un animale da compagnia. La giornalista nel suo sforzo di opporsi alla possibilità che in alcuni Paesi la dolce morte sia estesa ai minori, ha voluto inserire nel corpo del suo articolo un elemento fortemente emozionale a sostegno delle sue perplessità sulla pratica della eutanasia. Cosa c’è di più convincente di un vecchio cane che cerca di far capire che ce la può fare ancora?? Libera la giornalista come tutti noi di avere le proprie idee, i propri convincimenti e di sostenerli. Ma non a scapito dei medici veterinari, non chiamandoci “dottor morte”, non attribuendo ai proprietari di animali una propensione a delinquere".
"I medici veterinari italiani - prosegue la nota - ma anche tutti i nostri colleghi nel mondo, non possono essere chiamati dottor morte come ha fatto la Isabella Bossi Fedrigotti con superficialità e grande disinformazione. E la maggioranza degli italiani, tutti i proprietari di animali, malati, sofferenti e senza alcuna speranza, non meritano di essere considerati istigatori o complici di atti criminali.
Porre fine ad una vita ossia decidere di praticare l'eutanasia ad un animale è un atto che comporta una scelta scientifica del medico veterinario che implica una valutazione complessiva della qualità della vita che l'animale si troverà ad affrontare. Ecco perché si parla di scelta in scienza e coscienza. Per i proprietari di animali l'eutanasia rappresenta invece l'ultimo grande gesto di affetto e di rispetto e non certo l'eliminazione di un problema.
Siamo medici veterinari, e ci muoviamo nel rispetto delle normative e di un Codice Deontologico a cui ci vincoliamo dal primo giorno all'ultimo giorno della nostra vita professionale.
Non vogliamo, non possiamo e non dobbiamo essere etichettati come i dottor morte perché questo ci offende.
Caro Direttore, crediamo che sia corretto dare le informazioni giuste e affrontare anche argomenti delicati come quello dell'eutanasia tanto dibattuti anche in ambito politico, dando però ai lettori elementi di giudizio corretti affinché ognuno sia poi in condizione di formarsi la sua opinione secondo la propria etica morale. I colpi di teatro per portare il lettore verso le proprie opinioni non sono un buon esempio di giornalismo e non fanno bene ad un giornale autorevole come il suo”.