Consulenze su misure: dopo il servizio rimborso dell’80% all’azienda

Con la Fondazione maggiore libera concorrenza per i professionisti dell’agricoltura
Regioni: solo Toscana e Emilia Romagna stanno interpretando al meglio le direttive comunitarie
16/06/2008
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Grazie ad una novità normativa dell’Unione Europea, datata 1 gennaio 2007, anche l’Italia è “obbligata” a creare servizi di consulenza aziendale erogati da privati.
I programmi di sostegno allo sviluppo rurale, finanziati con il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), prevedono che la consulenza finanziata nell’ambito della misura 114 dei piani di sviluppo rurale 2007-2013 sia prestata da organismi in possesso di adeguate risorse: personale qualificato, mezzi tecnici ed amministrativi ed esperienza e affidabilità nella prestazione di consulenza.

Grazie ad una novità normativa dell’Unione Europea, datata 1 gennaio 2007, anche l’Italia è “obbligata” a creare servizi di consulenza aziendale erogati da privati. Questa era una possibilità che poteva essere sfruttata dalle Regioni, che hanno la competenza in materia, già nel precedente Psr 2000-2006, come è avvenuto in altri Paesi europei che da ormai cinque anni hanno aperto alle aziende agricole per le consulenze di tecnici privati. Con il Piano di sviluppo regionale 2007-2013, la misura 114 indirizza verso la consulenza aziendale svolta da professionisti, portando alla nascita della Fondazione per i servizi di consulenza aziendale. I programmi di sostegno allo sviluppo rurale, finanziati con il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), prevedono che la consulenza finanziata nell’ambito della misura 114 dei piani di sviluppo rurale 2007-2013 sia prestata da organismi in possesso di adeguate risorse: personale qualificato, mezzi tecnici ed amministrativi ed esperienza e affidabilità nella prestazione di consulenza.
Sono soltanto due le regioni che attualmente hanno già adottato nei propri Psr: la Toscana, che nel proprio sito internet istituzionale ha pubblicato online i nominativi dei tecnici che sono abilitati a dare servizi di consulenza, senza alcuna limitazione; e l’Emilia Romagna. E, negli ultimi giorni, anche Lazio e Lombardia stanno andando in questa direzione. Mentre altre regioni, in questo lasso di tempo dall’entrata in vigore della normativa Ue, hanno tentato di “annacquare” la novità normativa inserendo blocchi che non permettessero la libera concorrenza nel mercato della consulenza aziendale.
In pratica oggi avviene che, solo dopo che l’azienda ha usufruito una consulenza aziendale, l’Ue tramite le Regioni riconosce il rimborso delle spese sostenute dall’azienda stessa, per un rimborso complessivo da parte dell’ente regionale dell’80 per cento per una spesa di 1.500 euro. Questo avviene per qualunque professionista a cui si chieda la consulenza, che può essere scelto fra tecnici privati, le organizzazioni di categoria o altre associazioni.
L’iscrizione alla Fondazione (costo iscrizione 50 euro per ogni professionista), avviene mettendosi in contatto con la sede del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e Agrotecnici laureati (Roma, Via dei Baullari, 3), può essere fatta dai tecnici iscritti ai tre albi professionali: Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari e Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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