Scrapie, la ‘mucca pazza’ delle pecore non si trasmette all’uomo

I medici veterinari ufficiali sono impegnati costantemente nel monitoraggio del territorio
Newsletter 'La salute del consumatore' a cura di Fnovi
01/09/2014
.

La scrapie non si trasmette dalle specie ovina e caprina all’uomo. Lo ha stabilito un monitoraggio europeo eseguito grazie all’impegno dei medici veterinari di tutta Europa, della durata di oltre dieci anni, che ha realizzato oltre 5 milioni di test sugli animali.
Parliamo di una malattia a carattere degenerativo progressivo, con una lunga incubazione dovuta ad un prione (agente patogeno di natura proteica e con elevata capacità moltiplicativa), simile a quello che genera la BSE, o “mucca pazza” dei bovini, trasmissibile da ovino ad ovino, ma non all'uomo, come dimostrato sino ad oggi dagli studi effettuati.

A partire dal 2004 in Italia e in tutti i paesi dell’Unione europea, la scrapie è soggetta ad un piano di sorveglianza sviluppato in ogni nazione che prevede l'esecuzione di test sia sugli animali morti che su quelli macellati. I medici veterinari ufficiali assieme ai liberi professionisti, sono costantemente impegnati a monitorare il territorio al fine di evidenziare e controllare casi non solo conclamati ma anche solo sospetti di focolai di questa malattia.
Il lavoro dei medici veterinari è indirizzato sia al sequestro e abbattimento degli animali infetti che al sostegno degli allevatori nei piani di selezione genetica degli allevamenti. L’Italia nelle numerose ricerche effettuate per la peculiarità della sua realtà zootecnica ricca di questi allevamenti, ha ampiamente contribuito e confermato con i suoi prelievi ed esami anche in aziende infette e sequestrate, le conclusioni dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) secondo cui l’ampia casistica riscontrata non evidenzia che ci siano prove di trasmissione dall’animale all’uomo di questa malattia.
 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
FNOVI!
iscriviti alla newsletter di