Studi di Settore…ultimo atto?
Studi di Settore…ultimo atto?

Futuro incerto si prevede per il VK22U , lo studio di settore dei medici veterinari, che dal 6 agosto scorso l’Agenzia delle Entrate non vede più di buon occhio. E’ questo il succo della circolare che l’Agenzia ha emesso all’inizio del mese attribuendo agli studi la caratteristica della poca attendibilità. Il principale motivo sembra essere la diminuzione del numero di contribuenti che si adegua, numero che è passato dai 600 mila del 2006 ai 330 mila nel 2012.
L’Agenzia segnala inoltre che gli studi devono essere sempre più mirati alla selezione dei soggetti da controllare perché potrebbero entrare nella disciplina premiale senza averne diritto piuttosto che mirati ad un puro strumento accertativo. La circolare conclude con la ventilata ipotesi di una riduzione degli studi che da 205 potrebbero passare ad un centinaio.
L’obiettivo di per sé è comprensibile ma non si può sempre pensare di avere di fronte degli evasori perché il gettito fiscale non aumenta, perché diminuisce il numero dei contribuenti,in questo caso i medici veterinari, che non si adeguano a fronte di una raggiunta congruità e coerenza.
Sarebbe invece il caso di guardare con occhio meno indagatore, ma più razionale ciò che sta succedendo all’economia nel nostro paese, con un numero costante di imprese che chiudono giornalmente e con un numero indefinito di piccole imprese o studi che restano aperti ma senza un guadagno tale da giustificare la continuità del lavoro.
Gli studi di settore rappresentano uno strumento che da una buona fotografia amministrativo fiscale del contribuente attraverso una continua evoluzione ed aggiornamento e hanno contribuito all’aumento del gettito fiscale ma anche all’aumento della compliance fra Agenzia e contribuente tramite le annotazioni con le quali è possibile spiegare il motivo per cui, per quell’ann, non si è raggiunta la congruità. Inoltre da anni viene dichiarato che gli studi non sono una "catastatizzazione" ma una opportunità di dare una corretta immagine fiscale del contribuente all’Agenzia.
Se non si vuole continuare a percorrere la strada della collaborazione per giungere ad una corretta fotografia fiscale del contribuente, in questo momento critico per non dire drammatico, non è il caso di perseguire la strada della “guardia e ladri”.
Non è raschiando ulteriormente un barile ormai fallato che si otterrà il risultato sperato.
Non è andando a controllare il carrello della spesa che si potrà giungere alla corretta foto fiscale.
Abbiamo bisogno di una strategia economica che non basi le fondamenta sulla ricerca dei pochi furbi rimasti , ma che premi coloro che lavorano, che investono, che credono nel domani e che hanno bisogno di un sostegno attraverso un accesso agevolato al credito e ad una diminuzione di tutti quei legacci burocratici che imbrigliano le imprese siano esse piccole, medie o grandi.