Randagismo a Lampedusa
Randagismo a Lampedusa

In riferimento alla news pubblicata dalla Federazione Nazionale in data 11 settembre “Lampedusa 2014 - Il rifiuto della FNOVI a presenziare alla presentazione del programma attività di controllo del randagismo” ed agli accadimenti conseguenti, si precisa che tale notizia era riferita ad una lettera inviata dal Comune di Lampedusa in cui si invitava la Federazione a presenziare agli eventi collegati al programma di controllo del randagismo nell’isola dall’8 al 18 settembre u.s..
Intendiamo ricordare e sottolineare che in questa occasione, come in altre di cui siamo venuti a conoscenza, la Federazione è sempre intervenuta stigmatizzando lo svolgimento di attività medico veterinarie in ambienti non adeguati, ricordando sia gli aspetti normativi e deontologici sia quelli relativi alla tutela del benessere animale.
Anche in questa situazione le attività descritte nel crono programma avrebbero potuto essere effettuate presso strutture autorizzate a tale scopo, non esistendo nessuna necessità di contingibilità ed urgenza.
Il diniego del Presidente era lecito e coerente con la linea di indirizzo sempre espressa (Isole Tremiti, Progetto “Bene lui, Bene noi”, la rabbia in Friuli Venezia Giulia, rabbia silvestre), e confermata anche in questa circostanza, da tutti i componenti il Comitato Centrale di questa Federazione.
Si richiamano i contenuti della Legge Regionale 3 luglio 2000 n. 15 - Istituzione dell'anagrafe canina e norme per la tutela degli animali da affezione e la prevenzione del randagismo della Regione Sicilia.