Zecche, cimici e formiche, lo zoo viaggia sui treni
Zecche, cimici e formiche, lo zoo viaggia sui treni

Pronta la reazione della FNOVI all’articolo dal titolo “Zecche, cimici e formiche, lo zoo viaggia sui treni”, apparso lo scorso 12 luglio sul “Corriere della Sera”, che ha riportato la notizia che le Ferrovie dello Stato, a partire dal mese di settembre p.v., introdurranno il divieto per i cani di grossa taglia di viaggiare sui treni prevedendo invece la possibilità di trasportare cani di piccola taglia purché custoditi in apposite gabbiette.
Pronta la reazione della FNOVI all’articolo dal titolo “Zecche, cimici e formiche, lo zoo viaggia sui treni”, apparso lo scorso 12 luglio sul “Corriere della Sera”, che ha riportato la notizia che le Ferrovie dello Stato, a partire dal mese di settembre p.v., introdurranno il divieto per i cani di grossa taglia di viaggiare sui treni prevedendo invece la possibilità di trasportare cani di piccola taglia purché custoditi in apposite gabbiette.
L’articolo descrive il provvedimento come conseguente al ritrovamento di insetti nei vagoni dei treni.
Con un nota la Federazione ha chiesto di ritirare il provvedimento che non pare motivato né da aspetti scientifici né dal buon senso.
Si sostiene che la contaminazione di materiale viaggiante da parte di parassiti non può essere messo in relazione al trasporto di cani da parte dei passeggeri e che la grande maggioranza dei riscontri è invece da addebitarsi a cimici (Cimex), parassiti per lo più di origine umana e di cui il cane non è neppure vettore passivo.
Quanto sostenuto dalla Federazione è ampiamente condiviso dal mondo scientifico e perciò l’escludere i cani di più grossa taglia e consentire l’accesso solo ai soggetti di piccola taglia, collocati in un trasportino, non porterebbe a risolvere l’eventuale problema.
La fonte del rischio di contaminazione da parassiti non è da attribuire in via esclusiva agli animali e non può negarsi il valore di concausa alla frequentazione da parte di senza tetto (homeless), durante le ore notturne, delle vetture viaggianti.
La nota si conclude con l’invito a voler rivedere le determinazioni assunte in argomento poiché i provvedimenti enunciati, basati su considerazioni emotive e tutt’altro che scientifiche, nel limitare e complicare la gestione degli animali d’affezione, saranno idonei a vanificare gli sforzi di coloro che lavorano al fine della corretta convivenza uomo-animale, e non faranno altro che facilitare gli abbandoni che non saranno più solo sull’autostrada ma anche sul marciapiede delle stazioni ferroviarie.
Si pubblica in allegato l’articolo citato.