Esercizio delle Medicine non Convenzionali : richiesta alla FVE
Esercizio delle Medicine non Convenzionali : richiesta alla FVE

Il presidente Penocchio ha inviato oggi una nota al direttivo della FVE, e per conoscenza al direttivo dell’UEVP, in merito all’esercizio delle medicine non convenzionali al fine di tutelare gli utenti ed i medici veterinari.
La volontà della Federazione è di riaprire il dibattito sull’esercizio delle medicine complementari che non riguardi la loro validazione scientifica, ma possa individuare strumenti di tutela dei destinatari delle prestazioni medico veterinarie e della professione, funzioni queste che sono peculiari degli Ordini.
Il presidente Penocchio ha inviato oggi una nota al direttivo della FVE, e per conoscenza al direttivo dell’UEVP, in merito all’esercizio delle medicine non convenzionali al fine di tutelare gli utenti ed i medici veterinari.
Dopo aver brevemente illustrato la situazione attuale in Italia, le carenze legislative e la posizione della Federazione, ricordando l’articolo 30 e l’articolo 48 del codice deontologico oltre alle linee guida sulla pubblicità sanitaria, è stato posto l’accento sulle conseguenze di tale situazione
che “non solo consente l’esercizio abusivo da parte di persone prive di conoscenze mediche (o semplicemente di anatomia e fisiologia animale), ma è frequentemente causa di danni alla salute dei pazienti; danni che non possono venire perseguiti nel modo dovuto proprio a causa dell’assenza di norme e della mancata assunzione di responsabilità professionale degli operatori.”
La richiesta della FNOVI è di “acquisire informazioni relative ai provvedimenti normativi adottati dai diversi Paesi membri della FVE riguardanti le MNC e di attivare una nuova discussione sull’argomento all’interno dell’UEVP che preveda la partecipazione di un componente della FNOVI formato sulla materia; ciò al fine di individuare problematiche comuni ed individuare soluzioni condivise”.
La volontà della Federazione è di riaprire il dibattito sull’esercizio delle medicine complementari che non riguardi la loro validazione scientifica, ma possa individuare strumenti di tutela dei destinatari delle prestazioni medico veterinarie e della professione, funzioni queste che sono peculiari degli Ordini.