Slitta al 1° gennaio 2015 il termine assegnato agli Ordini professionali per adempiere alle previsioni del D. Lgs. n. 39/2013

Trasparenza e Privacy: una tavola rotonda per valutare l’opportunità di un intervento normativo
18/11/2014
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Si è parlato del rapporto tra trasparenza e privacy e delle problematiche aperte dalle nuove norme nella tavola rotonda organizzata oggi 18 novembre c.a. dal Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, e dal Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro. All’incontro, che intendeva offrire l’occasione anche per riflettere sull’opportunità di un intervento correttivo, ha partecipato la Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro.
Nel suo intervento il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha annunciato che, al fine di rispondere alle numerose sollecitazioni sul punto, l’ANAC ha deliberato (modificando la Delibera 145/2014) di far slittare al prossimo 1 gennaio 2015 il termine concesso agli Ordini professionali per adempiere alle previsioni del D. Lgs. n. 39/2013.

Dagli interventi dei responsabili delle due Autority è emersa l’opportunità e, conseguentemente, la volontà di intervenire sulla materia per meglio graduare le modalità dei dati da pubblicare, e ciò al fine di offrire un reale strumento di consultazione per i cittadini che devono essere messi in grado di esercitare un controllo reale sull’esercizio del potere da parte degli organismi pubblici. Emersa la necessità di rendere conoscibili dati effettivamente utili, senza alcuna indicizzazione degli stessi.
Le due Autority sono cofirmatarie di una nota indirizzata al Ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione nella quale hanno evidenziato che l'applicazione del D. Lgs. n. 33 del 2013 presenta talune criticità che attengono, essenzialmente, al carattere indifferenziato degli obblighi di pubblicità. “Essi si applicano infatti, con analogo contenuto, ad enti e realtà profondamente diversi tra loro, senza distinguerne la portata in ragione del grado di esposizione dell'organo al rischio di corruzione; dell'ambito di esercizio della relativa azione o, comunque, delle risorse pubbliche assegnate, della cui gestione l'ente debba quindi rispondere”.
È stato denunciato che, nel disciplinare in modo identico situazioni diverse, si rischia di pregiudicare la ragionevolezza complessiva della disciplina in materia di trasparenza quando è invece essenziale perseguire il buon andamento e la democraticità dell'azione amministrativa.
Alla fine dei lavori è stata annunciata la volontà di addivenire alla stesura di linee guida condivise tra le due Autority con le quali dare uno strumento di consultazione per un rapida e omogenea applicazione delle numerose previsione emanate in materia di anticorruzione.
 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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