Movimentazione a carattere non commerciale degli animali da compagnia

L’impegno del Sottosegretario De Filippo
Regolamento UE 576/2013
21/11/2014
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Intendo confermare il mio impegno affinché le apposite iniziative e gli adeguati interventi, ivi compreso il recepimento nell’ordinamento nazionale della Direttiva 2013/31/UE, prevedano il divieto di introdurre in Italia, sia al seguito dei proprietari, sia per finalità commerciali, i cuccioli di età inferiore alle dodici settimane e non vaccinati nei confronti della rabbia”.

Questo quanto si legge in una nota a firma del Sottosegretario del Ministero della Salute, Vito De Filippo, il quale ha così riscontrato le osservazioni che la Federazione lo scorso settembre aveva formulato, a proposito del Regolamento (UE) n. 576/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 giugno 2013, chiedendo all’Italia di esercitare la potestà conferita di non utilizzare la deroga all'antirabbica di cui all’art. 7 del medesimo Regolamento.
La FNOVI aveva sostenuto la necessità di evitare che animali potessero essere introdotti in Italia in assenza di un protocollo vaccinale completo contro la rabbia e aveva auspicato non venissero cambiate le norme attualmente vigenti a tutela della salute pubblica.
L’On.le De Filippo ha dichiarato di concordare con quanto “evidenziato circa il possibile rischio sanitario legato alla movimentazione dei cuccioli al di sotto delle dodici settimane di età e non vaccinati per la rabbia” così convenendo che “la movimentazione di tali animali avrebbe ripercussioni negative anche ai fini della tutela del oro benessere”.
A proposito poi del pericolo prospettato dalla Federazione circa la previsione che il proprietario dell’animale possa essere il soggetto in grado di dichiarare che i cuccioli da movimentare non sono entrati in contatto con animali selvatici di specie suscettibili alla rabbia, il Sottosegretario ha osservato che in questo caso non ci sarebbero garanzie per la prevenzione del rischio.
Ha quindi aggiunto che “l’Italia ha recentemente riacquisito l’indennità dalla rabbia e pertanto ogni intervento del Ministero in materia non può che essere finalizzato a consolidare tale favorevole “status” nei confronti della malattia che, peraltro, è presente in taluni Paesi membri”.
I due pareri scientifici in tema di rabbia e di comportamento animali che integravano la comunicazione della Federazione sono consultabili sul numero di settembre di “30giorni”.
 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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