La FNOVI alla presentazione del 3° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia

Agromafie
16/01/2015
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La FNOVI, rispondendo all’invito, ha partecipato all’incontro organizzato da Coldiretti in collaborazione con Eurispes e con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura, in tema Agromafie.
L’interesse della Federazione per l’argomento è legato al ruolo della professione nelle diramazioni di tutela ambientale e zootecniche del fenomeno, in cui la professione veterinaria può e deve essere chiamata ad esprimere una professionalità insostituibile cosi come sottolineato dal progetto avviato dalla Federazione sulla legalità.

Il 3° Rapporto, come sottolineato dal Magistrato in pensione, ex Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e ora Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio, Gian Carlo Caselli, non lascia più spazio a finzioni di ignoranza del fenomeno.
Imponenti le cifre del giro d’affari della criminalità organizzata in agricoltura del 2013 calcolato essere di 14 miliardi di euro nel 2013 con un incremento del 10% nel 2014.
Alla presenza dei Ministri della Giustizia Orlando e del MIPAAF Martina, che sono intervenuti illustrando lo sforzo e l’impegno del governo in azioni di contrasto al fenomeno e di appoggio all’impegno civile di chi si espone su questi temi, i relatori che si sono succeduti tra cui, oltre a Caselli, Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti, Gian Maria Fara, Presidente Eurispes, Giuseppe Pignatone, Procuratore della Repubblica di Roma oltre a Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia, hanno evidenziato come il fenomeno dell’agromafia abbia affondato, da sempre, le sue radici laddove innovazione, ricerca e sviluppo sono maggiormente carenti riciclando il denaro sporco proveniente da quelli sfruttamenti, nelle economie sane secondo il processo noto come italian laundering.
Ma un fenomeno nuovo rischia di allargare il bacino di intervento della criminalità che è quello del money dirtying ossia del reinvestimento in attività illegali di denaro pulito riciclato facendo ingrigire i confini tra il mondo di un economia sana e legale e quello di un economia criminosa ed illegale. Questo fenomeno abbassa la capacità culturale di riconoscere il fenomeno mafioso quale dannoso consentendo alla criminalità di sfruttare non più e non sole aree sociali disagiate ma di arrivare anche ad interagire con economie sane fino a distruggerle per le conseguenze dell’applicazione di metodi illegali di gestione.
Ribadito più volte nel corso dell’incontro come la giustizia sia un problema di tutti e non solo di giudici e avvocati nei tribunali e di come sia dunque un problema di conoscenza e cultura civica di tutta la società di tutti i paesi.
Il rapporto sarà pubblicato sul sito di Eurispes.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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