Professionisti: studi di settore per i compensi da CTU

Cassazione Tributaria
20/02/2015
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È legittimo l’accertamento a carico del professionista che fa il consulente tecnico d’ufficio del giudice.
Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 3216 del 18 febbraio 2015, ha respinto il ricorso di un professionista che si era difeso producendo, in contraddittorio, solo una serie di fatture.

I Supremi giudici hanno motivato il no al gravame presentato dal contribuente richiamando il principio generale per cui l’accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema unitario che non si colloca all’interno della procedura di accertamento di cui all’art. 39 del dpr 29 settembre 1973, n. 600, ma l’affianca, essendo indipendente dall’analisi dei risultati delle scritture contabili.
Non solo. Ad avviso della Cassazione i segnali emergenti dallo studio di settore devono essere corretti in contraddittorio, sicché è ancora una volta il contraddittorio l’elemento determinante per adeguare alla concreta realtà economica del singolo contribuente l’ipotesi dello studio di settore.
Peraltro, in ragione della centralità che nell’accertamento fondato sui parametri assume il previo contraddittorio con il contribuente, la circostanza che costui non prenda parte attiva al contraddittorio non preclude al procedimento di conseguire quella univocità probatoria in grado di suffragare la legittimità dell’accertamento, atteso che il contribuente che resti inerte “assume le conseguenze sul piano della valutazione di questo suo atteggiamento”.

(Fonte: FiscalFocus.info)

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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