Costi dei farmaci veterinari, la ricetta di FNOVI per garantire un prezzo di vendita equilibrato
Costi dei farmaci veterinari, la ricetta di FNOVI per garantire un prezzo di vendita equilibrato

E se un giorno scomparissero i farmaci veterinari? Improbabile, certo, ma non impossibile. Al fondo, naturalmente, c’è una questione economica.
Da dove nasce il problema? Semplice: i costi della sperimentazione vengono difficilmente ammortizzati da un “mercato”, quello degli animali, molto meno esteso di quello umano, se si pensa alla moltitudine delle specie su cui è necessario sperimentare.
Ciò ha generato nel tempo un decrescente interesse dell’industria per il medicinale veterinario. In una economia di scala non conveniente, il rischio di una progressiva scomparsa del farmaco per il settore veterinario si è reso evidente anche al legislatore europeo, che lo ha esplicitato nelle motivazioni della stesura della bozza di nuovo regolamento sui medicinali veterinari, tentando di porvi rimedio.
Questo il motivo che ha indotto Fnovi (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) a organizzare recentemente un tavolo di confronto con gli stakeholders della filiera del farmaco che ne determinano il prezzo, ossia Aisa (Associazione Italiana Salute Animale-Federchimica), Fofi (Federazione Italiana Ordini dei Farmacisti) e Ascofarve (Associazione Nazionale Distributori Medicinali Veterinari).
Naturalmente, l’assunto di base, ribadito da Fnovi, è che il costo del farmaco non può e non deve mettere in discussione il ruolo del veterinario; la sua professionalità non può e non deve mai dare per scontato che ciò che è efficace per l’uomo lo sia anche per l’animale, né per quanto attiene alle sostanze farmacologicamente attive, né per quanto attiene agli eccipienti o alle vie di somministrazione piuttosto che ai dosaggi.
Da qui la necessità, in veterinaria, di prescrivere per medicinale e non per principio attivo.
Dal tavolo promosso da Fnovi, è anche emerso il ruolo determinante che può avere in questa battaglia il farmacista. Tocca a lui, infatti, acquisire la consapevolezza che il farmaco da somministrare a un animale non può essere deciso in automedicazione e deve essere ceduto solo ed esclusivamente nel rigoroso rispetto di una prescrizione veterinaria.