Revisione Congiunturale Speciale degli Studi di Settore per l’anno di Imposte 2014

13/04/2015
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Giovedì 9 aprile, presso la sede di SOSE a Roma, si è riunita la Commissione Esperti Studi di Settore per ratificare i correttivi da applicare a seguito della crisi che dal 2009 coinvolge tutte le categorie lavorative. Per la FNOVI era presente il Dr. Giuliano Lazzarini.
Attraverso le informazioni pervenute da ISTAT, PROMETEIA, Banca d’Italia, MSE, e dagli Osservatori Regionali e dalle Associazioni di categoria si è avuto un quadro della situazione sul territorio e sul settore. Il pannel di contribuenti su cui lavorare, dal 2010, è di 2.100.000 soggetti su cui la crisi ha gravato anche per lo scorso anno. L’andamento del PIL anche per il 2014 si mantiene negativo, ma con valori meno drammatici: da – 2.5 del 2010/ 2011 si è passati a – 0.5.

Il Presidente Brunello ha evidenziato come la crisi abbia, nel tempo, agito partendo dal nord e spostandosi al centro e quindi al sud a seguito di un’economia più debole e quindi meno pronta a risentire degli effetti negativi della crisi.
Se per le manifatture, che sfruttano una parte di esport, si vede una leggera ripresa, per il settore commercio, che vive del mercato interno, non si esce dal segno negativo. Per i Professionisti si nota una leggerissima ripresa.
Con i nuovi correttivi lo staff della SOSE ha cercato di individuare l’efficienza produttiva delle imprese per poter agire in modo più mirato sulle situazioni di non congruità e dare una risposta adeguata alla crisi. Il nuovo modello si basa sull’utilizzo di modelli lineari misti che valutano gli “effetti fissi”, costi fissi e beni strumentali, e gli ”effetti random”, andamento del settore, del cluster, del territorio ed individuale. Attraverso questa analisi si giunge alla individuazione di 2 tipologie di correttivi:
1) Generali: di settore e territoriali
2) Specifici: individuali ed analisi della normalità economica (riferita ai beni strumentali).
Accedono ai correttivi generali tutti i non congrui: ai correttivi individuali i non congrui, ma normali. 
Per giungere a definire l’Efficienza Produttiva gli addetti ai lavori hanno lavorato sul reddito stimato piuttosto che dichiarato, e la formula che ne deriva conduce ad una valutazione più corretta del contribuente non penalizzando chi ha investito ed assunto, spingendo il contribuente ad una dichiarazione veritiera del numero degli addetti, penalizzando  chi non dichiara i beni strumentali ed il numero degli addetti.
Lo studio si applica per il 2014 con un percorso a ritroso per il triennio 2011/2013 andando a valutare lo scostamento dell’efficienza produttiva, contrazione dei margini e minor utilizzo degli impianti, dal 2014 al 2011, anno della massima espressione della crisi.
Le fasce di variazione della efficienza produttiva sono 4:
1)  0/ -5
2)  -5/ -15
3)  -15/ -30
4)  -30
Al contribuente non congruo si applicheranno i correttivi di settore, territoriali ed individuali questi ultimi applicabili in caso di normalità economica e diminuita marginalità.
Per i professionisti, l’utilizzo di questa nuova procedura serve a determinare la funzione di regressione rispetto ad una contrazione delle tariffe. Per tutti, il periodo da valutare è quello dal 2005 al 2014 considerando il 2005 l’anno non ancora coinvolto dalla crisi.
I correttivi generali ed individuali si attiveranno nel caso di non congruità .
Particolare enfasi è stata data all’utilità degli Studi di Settore che, a differenza di quanto è stato detto e scritto, risultano uno strumento importante nella valutazione economico finanziaria dell’utente; uno strumento che nel corso degli anni ha contribuito a rendere più responsabile il contribuente ed ha portato ad un aumento del gettito fiscale. A questo si è aggiunto una migliore considerazione di quelle situazioni critiche che sono state correttamente valutate attraverso l’analisi del campo “annotazioni”.
Con il parere positivo espresso dalla Commissione degli Esperti, è stato compiuto un altro passo verso quel risparmio fiscale che ogni anno ci vede partecipi di un’assemblea che, politicamente, esprime una compliance con la sponda fiscale sempre poco amata dal contribuente. Fino ad oggi siamo sempre stati ascoltati e, spesso, assecondati da chi ha il compito di far emergere i redditi reali e siamo stati in grado di mantenere alta la tensione e la critica nel momento in cui la ricerca del sommerso superava la reale necessità di raschiare un barile troppo sottile per sopportare certe azioni. Gli stessi esponenti SOSE si stanno rendendo conto che la diminuzione del numero di contribuenti che si adeguano non è dovuto ad una diminuita capacità di penetrazione degli Studi di Settore, ma ad una crisi ancora lontana dalla parola fine.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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