LA TUTELA DELLE FONTI GIORNALISTICHE NON PUÒ ESSERE TUTELA DI ILLECITI

FNOVI AD ANNO UNO
23/05/2015
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Con preghiera di pubblica lettura in trasmissione
La puntata di Anno Uno intitolata "No carne?", e trasmessa da LA7 giovedì 21 maggio scorso, pone seri interrogativi sulla scelta e sull'utilizzo delle fonti giornalistiche. A fronte di circa tre ore di confusa disinformazione, la FNOVI chiede le sia riservato il giusto tempo per la lettura integrale, in trasmissione, di quanto qui esposto.
Anno Uno ha individuato - quale unica testimonianza dell'Autorità Competente nel nostro Paese in materia di controlli sulla sanità e sul benessere animale - quella di un informatore occulto, presentato come Veterinario Ufficiale, a cui si è dato pubblico credito, malgrado questi abbia:

-  dichiarato inesattezze e falsità sui Servizi Veterinari delle Asl;
-  impunemente autodenunciato la propria infedeltà al SSN e alla Deontologia professionale;
-  diffamato e denigrato i  Colleghi del SSN equiparandoli ai propri indegni comportamenti.
Tale testimonianza, grave in quanto personale e in quanto resa sotto copertura giornalistica, assume anche rilievi deontologicamente e penalmente gravi; ciononostante la medesima testimonianza è stata avvalorata da Anno Uno malgrado contenesse palesi falsità procurando disinformazione ai telespettatori.
Più che opportuno quindi l'intervento del Ministro della Salute, affidato tuttavia all'iniziativa dell'On Beatrice Lorenzin e non ad una ragionata programmazione degli autori della puntata.

La FNOVI chiede

di conoscere l'identità del Medico Veterinario testimone, per accertare se si tratti di un proprio iscritto e per attivare allo scopo tutte le azioni che la legge consente all'Ordine professionale ai fini dell'esercizio dei propri poteri disciplinari.

I telespettatori di LA7 hanno il diritto di sapere che in Italia vige una corposa legislazione, parte di derivazione comunitaria e parte nazionale che disciplina il benessere degli animali allevati e nello specifico dei suini, ai quali sono garantiti standard di protezione e di controllo dettati dal Piano Nazionale per il Benessere Animale emanato dal Ministero della Salute e applicato dalle Regioni e dalle Asl.

Sulla formazione dei Veterinari Ufficiali delle Asl, i cittadini devono sapere che essi sono soggetti all'obbligo di aggiornare la propria preparazione imposto dal sistema di Educazione continua in Medicina (ECM) del Ministero della Salute e soggetti all'obbligo deontologico di provvedere al proprio aggiornamento professionale nel settore in cui esercitano la professione.

L'utilizzo di medicinali veterinari è sottoposto ad una rigorosa regolamentazione e ad azioni di farmacosorveglianza che il Ministero della Salute pone anche in capo ai Servizi Veterinari delle Asl 

I controllori sono controllati. Dai diretti superiori in Asl, Servizio Veterinari Regionale, Ministero della Salute e Ispettori Europei, tramite un sistema di audit che verifica regolarmente la rispondenza dei controlli nel nostro Paese a quelli dettati dalla Legislazione comunitaria. Alle forze dell'ordine, rappresentate dai Carabinieri per la Salute, si aggiunga quale organo ausiliario dello Stato l'Ordine professionale a cui la legge conferisce poteri di disciplina professionale. 

L'anonimato della testimonianza resa in trasmissione risulta finalizzato allo spettacolo e infecondo ai fini dell'attivazione di qualsiasi forma di controllo sul controllato, ovvero sull'anonimo testimone. 

L'irruzione "investigativa" in allevamenti suinicoli fa sorgere il dubbio di un intento meramente editoriale, a scopo di audience, stante le ammesse difficoltà a sporgere denuncia per tutelare accompagnatori palesemente non qualificati a cui si è affidato il compito di descrivere condizioni sanitarie, di benessere e di comportamento animale senza cognizione di causa. Si è così presentato l'illecito come la norma per suscitare la più ingenua reazione di sentimentalismo animalista.

In ultima analisi, il richiamo alla tutela delle fonti appare complice di una teoria delle convenienze alla quale Anno Uno non si è sottratta pur di fare audience all'interno di una sciagurata gara televisiva a chi disinforma di più il cittadino in fatto di sicurezza alimentare 

La tutela delle fonti non può essere scambiata con la tutela dell'impunità,  né con la libertà di denigrare le istituzioni e le professioni, un esercizio tipicamente nazionale, colpevole di minare la fiducia dei cittadini nei servitori dello Stato e nelle produzioni agroalimentari che hanno- quasi da sole- permesso all'economia nazionale di non fallire e- sicuramente da sole- di consentire che l'EXPO 2015 si svolgesse in Italia e non altrove. Siamo una vetrina mondiale, non sappiamo meritarcela.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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