Convegno "Etica come professione" - Il messaggio della Presidente Bindi

28/09/2015
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Impossibilitata a presenziare al Convegno per concomitanti impegni, la Sen. Rosy Bindi, Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, ha espresso personalmente al Presidente Penocchio, nel corso di una telefonata, il proprio apprezzamento per l’iniziativa di promuovere un momento di riflessione sul tema dell’etica nel lavoro.
Ha inoltre rivolto un cordiale saluto anche a tutti i partecipanti nonché ospiti del Convegno, ritenendo così di voler sottolineare il proprio interesse per la riflessione che la Federazione ha voluto avviare sul “doveroso connubio tra valori morali e professionali nello svolgimento concreto dell’attività lavorativa”.

Nel messaggio pervenuto a sua firma la Presidente ha espresso la sua positiva valutazione che la “scelta di fare formazione sui temi etici nasca spontaneamente all’interno del vostro Ordine e abbia come obiettivo la definizione di comportamenti concreti ancora più puntuali ed efficaci di quelli previsti dalle attuali normative”.
La Senatrice ha commentato che “nella loro voglia di fare sempre nuovi affari le mafie hanno da tempo messo gli occhi su tutta la filiera agroalimentare: distorcendo il mercato, imponendo fornitori, minacciando e sfruttando i lavoratori, ma anche realizzando maggiori profitti grazie a pratiche illegali nell’allevamento degli animali” ed ha evidenziato che le attività di controllo affidate ai medici veterinari rappresentano un importante baluardo al contrasto degli interessi mafiosi.
Ha quindi dato atto che l’attenzione della Federazione su questi temi è alta ma che, nonostante ciò, “nelle inchieste e nelle notizie sulle mafie si apprende di veterinari che si sono prestati a favorire il commercio di alimenti non in regola, come pure – d’altra parte – di veterinari che sono stati minacciati per poter ottenere parere accomodanti o per aver denunciato il traffico di bestiame. L’assenza di requisiti igienico-sanitari negli allevamenti o oltre frodi”. 
Nel messaggio si legge poi della necessità di avviare una riflessione sulla reale pericolosità delle mafie nel nostro Paese, per arrivare a comprendere che l’appoggio dell’Ordine professionale è un “punto importante per costruire una reale capacità di denuncia del malaffare, sapendo così di non essere soli. Come pure è importante che gli Ordini professionali intervengano immediatamente con provvedimenti chiari qualora i propri iscritti dovessero essere coinvolti in inchieste”.
Confermata quindi la piena disponibilità, sua personale e della Commissione che presiede, di raccogliere ogni suggerimento ritenuto utile per intervenire in modo puntuale sulla normativa, garantendo inoltre ogni appoggio nel contrastare tutti i tentativi di infiltrazione.
Ha infine preannunciato che si adopererà affinché la FNOVI sia audita in Commissione Parlamentare Antimafia nell’ambito di un filone di inchiesta che è in fase di avvio e con la quale si intenderà conoscere le realtà degli Ordini professionali e il loro ruolo nella prevenzione e nel contrasto dell’illegalità e del potere delle organizzazioni criminali.
 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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