Dopo il convegno "L’etica come professione”

29/09/2015
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Il codice deontologico medico veterinario e la sua declinazione nel quotidiano hanno similitudini che non sorprendono con la formazione scientifica: saper individuare le cause, conoscere i meccanismi patologici per poter efficacemente prevenire la malattia e la sofferenza, per eliminare il substrato che favorisce la diffusione delle patologie.
A Varese si è svolto un convegno dove le parole sono state strumento di narrazione, di coraggio, di sollecitazione: un'esperienza indimenticabile che avrà la sua prosecuzione nelle attività di ogni singolo medico veterinario, consapevole del dovere civico della solidarietà e dell'etica di ogni cittadino, come ha detto il Procuratore de Raho.

Ascoltando le parole di chi ha il coraggio di non voltare la testa ignorando le illegalità, di chi apprezza il ruolo della professione medico veterinaria e della sua capacità di autoregolamentazione, di lavorare per gli “altri” concretizzando i principi etici della solidarietà e dell'onestà, il Consiglio Nazionale della Fnovi ha avuto il privilegio di affrontare temi elevati quanto coinvolgenti.
I medici veterinari sono i primi testimoni del grido della Terra, dove la biodiversità è sempre più gravemente minacciata, perché il legame tra vita umana e animale è fortemente saldato.
Don Ciotti ha ricordato che per ascoltare serve sensibilità. L'etica non è un obiettivo, deve essere lo sfondo: chiama in causa l'integrità dei nostri comportamenti quotidiani. Chi minimizza è complice, è necessario il coraggio di non permettere che l'illegalità, grande e piccola, si propaghi.
I medici veterinari,che sanno che la prevenzione è preferibile alla terapia, hanno realmente capacità, conoscenza e opportunità per realizzare l'etica della professione.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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