L’intervento di Penocchio al Consiglio Nazionale di Varese: basta con le ipocrisie!
L’intervento di Penocchio al Consiglio Nazionale di Varese: basta con le ipocrisie!

Per quanto non sfuggano i molti problemi che la categoria è costretta ad affrontare quotidianamente, Gaetano Penocchio – intervenuto a conclusione dei lavori del Consiglio Nazionale tenutisi a Varese dal 24 al 27 settembre scorso – ha denunciato l’assenza del senso di appartenenza.
Auspicando di assistere ad una presa di posizione caratterizzata da un segno di lungimiranza e di impegno sociale, raccogliendo il consueto e caloroso assenso, Penocchio si è congedato invitando i Presidenti provinciali presenti ad abbandonare toni inutilmente polemici in favore di un legittimo e civile diritto di critica.
Ha invitato quindi a coltivare il valore delle istituzioni ed a dare maggiore attenzione all’esercizio delle funzioni degli Ordini perché solo mettendo insieme idee ed energie, sperimentando, coinvolgendo gruppi, associazioni, corpi vivi della rete sociale si può animare la società, aumentare le occasioni di incontro, contrastare l'illegalità che trova spazio se le istituzioni sono assenti.
Raccogliendo quindi il simbolico testimone che gli era stato affidato dagli illustri ospiti intervenuti il giorno prima al convegno “L’etica come professione” ha ribadito che l’Ordine deve essere presidio di legalità.
Citando Gherardo Colombo, ex magistrato italiano noto alla cronaca per aver seguito inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme, ha quindi concluso il suo intervento formulando l’invito a riconoscere i benefici della “lungimiranza” e della “responsabilità”: due strumenti che, se correttamente utilizzati, saranno idonei per contrastare tutte le povertà educative e conoscitive e far crescere lo spirito e l'attitudine collaborativa della categoria.