Sostengo l'impegno dei veterinari italiani con FNOVI e ANMVI
Sostengo l'impegno dei veterinari italiani con FNOVI e ANMVI

Il medico veterinario viene ricordato solitamente in caso di omissioni o di frodi. Ieri alla Farnesina il Ministro Frattini e il sottosegretario Martini hanno invece riconosciuto tutto il valore della nostra professione e il suo ruolo determinante "Sostengo la campagna di informazione che la LAV sta conducendo in queste settimane contro il traffico illegale di cani e gatti dai Paesi dell'Est Europa e l'impegno dei veterinari italiani " ha detto il Ministro Frattini.
Il medico veterinario viene ricordato solitamente in caso di omissioni o di frodi.
Ieri alla Farnesina il Ministro Frattini e il sottosegretario Martini hanno invece riconosciuto tutto il valore della nostra professione e il suo ruolo determinante per contrastrare efficacemente il traffico di cuccioli dai paesi dell'Est.
Alla presenza dei rappresentanti dei principali paesi dai quali partono i cani ed i gatti importati senza alcuna garanzia per la tutela del benessere e della salute, vittime di un lucroso commercio privo di regole, del presidente della FNOVI Gaetano Penocchio, dei rappresentanti dei Carabinieri, del Corpo Forestale della Stato e della Guardia di Finanza, il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini ha aperto la conferenza stampa con queste parole:
"Sostengo la campagna di informazione che la LAV sta conducendo in queste settimane contro il traffico illegale di cani e gatti dai Paesi dell'Est Europa e l'impegno dei veterinari italiani con la Federazione nazionale degli Ordini Veterinari e l'ANMVI per far sapere cosa si può nascondere dietro l'acquisto di un tenero cucciolo."
L'intervento del Ministro è proseguito con alcune proposte molto significative che potrebbero risolvere la problematica relativa alle importazioni illegali:
"[i]Ho chiesto inoltre alla Commissaria europea alla salute Androulla Vassiliou un intervento di armonizzazione delle norme, la revisione degli standard dei microchip che renda possibile la completa e sicura tracciabilità degli stessi, l'adozione di misure che intervengano sulle pratiche di allevamento degli animali da compagnia, la definizione di rigorosi protocolli armonizzati a livello comunitario per tutte le patologie che rappresentano cause di morte per gli animali."
Ma la parte più importante è quella relativa alla proposta di istituire il reato di traffico di animali da compagnia.
"In ambito nazionale inoltre ho avviato le procedure per ratificare ed eseguire la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia, solo firmata dal nostro Paese nel 1987 ma non ancora recepita, nel quale studieremo l'inserimento del reato di traffico di animali da compagnia."
La Conferenza stampa ha visto anche la partecipazione del Sottosegretario Martini che ha ribadito la sua fiducia nella professione veterinaria e ha sottolineato l'importanza del veterinario nella crescita culturale della società in materia di rapporto uomo - animale.
Tutti gli interventi dei rappresentanti dei Carabinieri, del Corpo Forestale e della Guardia di Finanza hanno ricordato il volume impressionante - per numero e per introiti - degli illeciti che hanno come vittime gli animali importati illegalmente e le difficoltà incontrate nell'individuare la fattispecie precisa di reato da punire.
Solo la collaborazione fra le forze deputate alla repressione degli illeciti, una presenza capillare sul territorio e controlli puntuali di tutti gli aspetti - sanitari, di benessere ma anche fiscali - consentirà di debellare un traffico redditizio e finora difficilmente perseguibile.
La determinazione che ha accompagnato le parole del Ministro è il segnale dell'attenzione delle istituzioni Italiane che hanno chiamato alla loro responsabilità i paesi dai quali provengono gli animali.