La FNOVI al Convegno su "L'Unione europea e liberi professionisti"

25/11/2015
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La FNOVI fra gli auditori del Convegno organizzato lo scorso 20 novembre a Roma presso la Sala delle Bandiere della Rappresentanza Italiana del Parlamento Europeo – Ufficio d’Informazione in Italia.
Si è trattato di un incontro ricco di interventi e relazioni, che hanno toccato i diversi temi legati al lavoro autonomo in chiave europea, con particolare riferimento al ruolo che l’Europa riveste nell’assicurare lo sviluppo e la tutela delle professioni.
Ampio risalto è’ stato dato all’approvazione in Senato del maxiemendamento alla Legge di Stabilità, il cui comma 475 ha previsto l’equiparazione dei liberi professionisti alle piccole e medie imprese nell’accesso ai fondi europei.

Tale equiparazione, in aderenza alla Raccomandazione della Commissione UE 6 maggio 2013/361/CE, dal Regolamento UE 1303/2013, ed alle Linee d’azione per le libere professioni del Piano d’azione Imprenditorialità 2020, ha valore a prescindere dalla forma giuridica rivestita dal libero professionista in quanto esercente di attività economica.
In pratica i liberi professionisti potranno accedere, come le piccole e medie industrie (PMI), ai piani operativi regionali e nazionali dei fondi sociali europei (FSE) e del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) che rientrano nella programmazione 2014-2020. I fondi verranno erogati direttamente, oppure attraverso Stati e Regioni.
La norma inserita in Legge di Stabilità rende coerente la legislazione italiana con le direttive comunitarie, superando le interpretazioni diverse su base regionale che, in alcuni casi chiedevano, per l’accesso ai fondi, l’iscrizione alla Camera di Commercio.
A detta dei relatori si tratta di un risultato storico che consentirà di sboccare ingenti risorse a favore degli studi professionali fornendo gli strumenti per la crescita di un settore economico strategico per lo sviluppo economico e sociale del Paese. L’aver superato gli atteggiamenti ambigui e non uniformi a livello regionale eviterà la possibilità di escludere i liberi professionisti dai piani operativi regionali e nazionali della programmazione 2014/2020 dei fondi strutturali Europei.
In questo quadro normativo favorevole assumono quindi una valenza strategica gli aspetti formativi delle attività destinate ai liberi professionisti e finalizzate a fornire le competenze necessarie per poter accedere ai suindicati fondi.
Tali risorse consentiranno di superare le note difficoltà del mercato interno consentendo anche l’esplorazione del panorama europeo che ,  pur caratterizzato ancora da difformità fra i paesi membri in merito a fiscalità ed omogeneizzazione delle prestazioni, deve essere visto come una favorevole opportunità.
Altra innovazione utile ai professionisti intenzionati a svolgere la propria attività in un altro paese dell’Unione Europea sarà la tessera professionale europea (EPC). Lo scorso 13 novembre il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il decreto legislativo che, recependo la Direttiva 2013/55/UE in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali, introduce questo importante strumento che facilita la procedura di riconoscimento da parte dell’autorità competente della qualifica ottenuta dal professionista.
Si tratta di una procedura elettronica, al momento prevista in via sperimentale per sole cinque categorie professionali (infermiere, farmacista, fisioterapista, guida alpina e agente immobiliare) che semplifica il riconoscimento delle qualifiche professionali tra i paesi dell’Unione europea (UE).
Le professioni si trovano quindi in un momento favorevole nel quale anche a livello europeo si è assunta la consapevolezza dell’importanza di tale settore produttivo che, solo in Italia ,produce un reddito complessivo annuo pari a 500 miliardi di € ed 11 milioni di posti di lavoro.
Sta quindi ai liberi professionisti italiani, la cui eccellenza è ampiamente riconosciuta in diversi settori, saper cogliere le opportunità che vengono offerte sviluppando un processo innovativo fatto di ricerca, di offerta nell’e-commerce e di utilizzo dello strumento associativo ed informatico.
Ai lavori, aperti e chiusi dal Vice Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, hanno partecipato il Presidente AdEPP Andrea Camporese, Il Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani Andrea Mandelli, il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Simona Vicari, Il Presidente CUP e CESE Marina Calderone, Il Presidente di Confprofessioni Gaetano Stella, Il Coordinatore Rete Professioni Tecniche Armando Zambrano ed il Membro del Parlamento Europeo Nicola Danti.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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