Valle del Sacco: Cinque indagati

Il Messaggero del 3 marzo 2009 - Cronaca di Roma
04/03/2009
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“I provvedimenti sono stati notificati a Pierluigi Grande veterinario dell’ASL Roma B - (omissis) . . . l’accusa è di avvelenamento delle acque e disastro ambientale . . . ”.
"Peccato che nessuno si è accorto che Pierluigi Grande da 3 anni ormai ci ha abbandonato". Questo il commento del Dr. Ugo Della Marta - Dirigente Area Veterinaria della Regione Lazio che integralmente pubblichiamo.

I provvedimenti sono stati notificati a Pierluigi Grande veterinario dell’ASL Roma B - (omissis) . . . l’accusa è di avvelenamento delle acque e disastro ambientale . . .” questa la notizia apparsa e questo il commento pervenuto a cura del Dr. Ugo Della Marta - Dirigente Area Veterinaria della Regione Lazio che integralmente pubblichiamo.

“Una notizia, come tante altre: un'altra indagine che vede indagati dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale. Peccato che nessuno si è accorto che Pierluigi Grande da 3 anni ormai ci ha abbandonato.
Per chi l’ha conosciuto da vicino come collega, come dirigente nazionale sindacale, come professionista, come uomo e ne ha potuto apprezzare le qualità umane e professionali è stato come vederlo morire un'altra volta.
Io non posso essere annoverato tra i suoi amici più intimi ma posso dire di averlo frequentato con tanta assiduità proprio, in piena emergenza “Valle del Sacco”, nella primavera del 2005, quando la malattia lo aveva già attaccato ma lui era in prima linea assieme ai colleghi delle dell’ASL Roma G, di Frosinone e dell’Istituto Zooprofilattico.
Il suo contributo fu fondamentale per dipanare una matassa ingarbugliatissima, per organizzare il monitoraggio sul latte che arrivava alla centrale e per regolare i rapporti con la stessa industria che minacciava di sospende il ritiro del latte da quasi tutta la Regione , con quali ripercussioni economiche sociali si possono immaginare.
Poi, con la discrezione e la dignità che lo contraddistinguevano ci disse che si sarebbe allontanato per un po’ di tempo. E noi ne cominciammo a sentire subito l’assenza durante le riunioni che si susseguivano incessanti: ci mancava la sua capacità di analisi e di sintesi che sicuramente ne facevano uno dei migliori di noi.
Poi la lotta caparbia e dignitosa ma purtroppo inutile contro la terribile malattia.
Ecco vorrei che queste mie poche e scarne righe vengano pubblicate in memoria di questo valoroso collega.”

La FNOVI ha raccolto la richiesta.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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