Tra liberalizzazioni e nostalgie
Tra liberalizzazioni e nostalgie

La situazione è tanto singolare quanto buffa e ci deve fare pensare (o meglio deve far pensare il Ministro Bersani e l’Antitrust).
Suvvia, un sindacato di consumatori, orfano delle tariffe ed in disaccordo con i contenuti della legge sulle “liberalizzazioni” e con l’Antitrust è difficile da immaginare.
I fatti: in merito all’istruttoria avviata dall’Antitrust (gli eventi sono largamente noti) e come previsto dalla legge Bersani , la Fnovi e l’Ordine di Torino hanno presentato impegni ai fini di sollevare i profili anticoncorrenziali oggetto del procedimento.
La situazione è tanto singolare quanto buffa e ci deve fare pensare (o meglio deve far pensare il Ministro Bersani e l’Antitrust).
Suvvia, un sindacato di consumatori, orfano delle tariffe ed in disaccordo con i contenuti della legge sulle “liberalizzazioni” e con l’Antitrust è difficile da immaginare.
I fatti: in merito all’istruttoria avviata dall’Antitrust (gli eventi sono largamente noti) e come previsto dalla legge Bersani , la Fnovi e l’Ordine di Torino hanno presentato impegni ai fini di sollevare i profili anticoncorrenziali oggetto del procedimento. In opposizione (o a completamento) agli impegni (pubblicati sul sito dell’Antitrust) era a tutti reso possibile produrre osservazioni fino al 20 dicembre. I consumatori, in aperto contrasto con l’Autorità e con il Ministro Bersani hanno incredibilmente deciso di opporre un pronunciamento che denuncia il “brusco passaggio da un tariffario minimo imposto, a :
1. nessun tariffario di riferimento indicato;
2. nessuna elencazione di tipologia e quantificazione temporale (?) dei servizi erogati dalla tipologia di professionisti;
3. nessuna trasparenza e possibilità per l’utente di essere anticipatamente informato sull’entità dell’onorario della prestazione, così come predisposto nel testo degli impegni comportamentali, è predestinato quanto meno a peggiorare la situazione (??) se non ad aggirare la finalità ultima della normativa (???)”.
Costoro sostengono che negli impegni della FNOVI e dell’Ordine di Torino concordati con l’Autorità ci sarebbero elementi utili ad aggirare le finalità della normativa (leggi Legge Bersani). Il loro comportamento (che non ha spiegazioni sostenibili in relazione alla norma, agli impegni ed ai rapporti Antitrust/Fnovi/Ordine di Torino) è la misura dei loro pregiudizi, ma non solo. Per costoro andare dal medico non è diverso da andare al supermercato e per sentirsi garantiti debbono avere disponibilità e ragione della più importante (l’unica?) variabile sensibile del comportamento concorrenziale: il prezzo. Acquistare salute è una illusione popolare; diversamente non sarebbero esistiti maghi, fattucchiere e malagente simile.
I consumatori chiedono ciò che noi abbiamo già fatto e presentato nel Consiglio nazionale di dicembre, un “Prontuario degli onorari indicativo e/o di riferimento”. Ma lo vogliono “accessibile al pubblico , per poter far conoscere all’utenza anticipatamente e valutare la congruità del costo richiesto dal singolo Professionista in rapporto alla prestazione effettivamente erogata”.
Leggi: i consumatori ritengono il tariffario un indispensabile elemento di tutela! Ciò è vero al punto da prevedere proprio come accade in tutti i supermercati, i negozi ed i ristoranti (che per loro poco differiscono dalle cliniche, dagli ambulatori o dagli ospedali) “l’obbligo per il veterinario di esporre al pubblico nell’ambulatorio in modo visibile al pubblico in attesa, l’importo degli onorari ed i costi riferiti alle prestazioni comuni e ricorrenti, nonché quelli riferibili a particolari interventi specialistici praticati dallo stesso. Nonché, se previste, l’entità di eventuali maggiorazioni degli stessi in caso di ricorso a particolari circostanze (festività, notte, ecc.). Il compenso professionale indicato può essere oggetto di sconti convenuti con il cliente”.
Chiedono tempo i consumatori per consentire
1. “ai soggetti interessati di assimilare e adattarsi via via alla nuova situazione, mediante campagne di informazione e formazione adeguate (?),
2. di monitorare gli effetti concreti e documentati prodottisi con la nuova normativa per raffrontarli alla situazione precedente rispetto alla effettiva maggiore: a) concorrenza di prezzo e di qualità della prestazione, b) aumento o diminuzione dei costi degli onorari, c) trasparenza e informazione sulla qualità e i costi delle prestazioni”.
In merito alla pubblicità i consumatori chiedono che venga prevista negli impegni e resa ammissibile “non solo quella di tipo informativo, ma anche quella di tipo comparativa”; così da liberamente navigare nel mercato delle illusioni e disporre di notizie relative alle capacità o ai risultati dei sanitari ed essere indirizzati (dalla pubblicità) verso strutture dove si eroga salute al minor prezzo.
Infine chiedono “che per quanto concerne i procedimenti riferibili alle fattispecie sia esplicitamente dichiarato:
1. la decadenza del procedimento da qualsiasi effetto per quelli in corso e non ancora conclusi,
2. l’annullamento e la cancellazione dei provvedimenti a suo tempo adottati, compreso il reintegro nella professione per quelli già definiti che hanno comportato un danno al professionista. Va salvaguardato il diritto dell’interessato al risarcimento del danno subito”.
Per quanto scritto dal sindacato dei consumatori dobbiamo ringraziare l’Autorità che nell’occasione ha parlato troppo ed ha fornito ai cittadini notizie non corrette e incomplete tali da confondere ruoli, fatti e responsabilità. La sospensione del medico veterinario che ha dato avvio al procedimento è stata disposta dalla Commissione centrale esercenti le professioni sanitarie (CCEPS) del Ministero della Salute e non dalla FNOVI, non dall’Ordine di Torino (che aveva provveduto in ragione della gravità dei fatti a radiare il veterinario) e attiene a malapratica professionale. Questo sappiano i consumatori; per il risarcimento al sanitario sospeso si rivolgano più opportunamente al Magistrato che presiede la CCEPS.
In conclusione gli effetti delle liberalizzazioni inseguite dall’Antitrust e dal Ministro Bersani non sono tali da garantire il consumatore. Alcune tipologie di servizi non sono rivolti al consumatore perfetto; persistono in campo medico sostanziali incompetenze che rendono fragile e poco garantito l’accesso alle prestazioni. Se i consumatori non sono in grado di capirlo, come è largamente comprensibile, ci deve pensare lo Stato. E ciò non può essere con provvedimenti dirigisti, accentratori di potestà regolatorie, generalisti, cioè incapaci di cogliere e valorizzare le differenza fra le singole professioni.
Per il resto spetta all’Autorità garante della concorrenza e del mercato valutare se chiedere o meno l'inserimento delle proposte del sindacato dei consumatori negli impegni. Se ciò dovesse accadere, siamo semplicemente pronti a nuove interlocuzioni.