L’AGCM si pronuncia sulla delibera della Regione Umbria

Consulenza aziendale
11/05/2009
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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con il provvedimento della segnalazione n. S/914 , inviata al Presidente della Regione Umbria, ha giudicato come “distorsiva della concorrenza” la Delibera della Giunta Regionale Umbria N. 4439/2008 che ha istituito un sistema di “Consulenza Aziendale” in Regione (supportato sa rilevanti contributi pubblici), in applicazione della MISURA 114 del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con il provvedimento della segnalazione n. S/914 , inviata al Presidente della Regione Umbria, ha giudicato come “distorsiva della concorrenza” la Delibera della Giunta Regionale Umbria N. 4439/2008 che ha istituito un sistema di “Consulenza Aziendale” in Regione (supportato sa rilevanti contributi pubblici), in applicazione della MISURA 114 del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013.

Secondo l’ANTITRUST è tutto da rifare e, dei requisiti della delibera regionale, salva solo l’obbligo di certificazione ISO 9001. Questi i fatti. In applicazione di un preciso obbligo europeo la Regione Umbria, nel luglio 2008, ha dato concreta applicazione alla Misura 114 del PSR 2007-2013, che istituisce un servizio privato di “Consulenza Aziendale”, però finanziato con denaro pubblico (fino a 1.500,00 euro/anno per singola azienda).

Ai contributi possono però accedere le sole aziende agricole e zootecniche che si servono di “Organismi di Consulenza” accreditati dalle Regioni e sono proprio le regole che la Regione ha stabilito per gli accreditamenti a dettare scandalo.

Infatti esse sono talmente minuziose, dettagliate e circonziate che non solo ledono il principio di proporzionalità, così da generare una indebita barriera amministrativa all’accesso al mercato ma, come evidenzia lo stesso ANTITRUST, sembrano favorire ingiustificatamente “gli operatori già attivi nel settore attraverso la preventiva individuazione di specifiche prerogative unicamente o prevalentemente ad essi riferibili”.

Sempre secondo l’Autorità Garante “risulta sproporzionato l’obbligo in capo al responsabile dell’organo erogatore dei servizi di consulenza di possedere esperienza professionale o lavorativa. Tale requisito, infatti, potrebbe anch’esso costituire una barriera amministrativa del tutto ingiustificata, soprattutto per i giovani professionisti intenzionati ad entrare nel mercato delle prestazioni dei servizi di consulenza aziendale”.

La Giunta regionale dell’Umbria deve ora modificare la propria deliberazione per renderla conforme ai dettami dell’ANTITRUST, con grande soddisfazione dei liberi professionisti, ed in particolare dei più giovani che si vedono così aprire una possibilità lavorativa, prima ingiustificatamente preclusa, e cessano di essere “ostaggio” di Organismi para-politici e sindacali.

Va segnalato che la delibera regionale n. 4439/2008 censurata dall’ANTITRUST è stata anche impugnata al TAR Perugia dalla FNOVI insieme al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ed all’Ordine Nazionale degli Agronomi e che si è in attesa della sentenza di merito.

La decisione S/914 dell’ANTITRUST - solitamente severo censore degli Ordini professionali - dimostra la gravità del comportamento della Giunta regionale e la fondatezza delle critiche sollevate dagli Ordini professionali; è inaudito che una Pubblica Amministrazione adotti vincoli sproporzionati alle esigenze della Misura comunitaria, in modo tale da escludere dal mercato del lavoro, per un periodo da due ad otto anni, professionisti che hanno l’unica colpa di non appartenere a preesistenti “organizzazioni”.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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