Le associazioni non ordinistiche ed il sistema duale
Le associazioni non ordinistiche ed il sistema duale

Dopo l’annullamento da parte del TAR Lazio del D.M. applicativo del D.Lgs. n. 206/2007, relativo al riconoscimento delle qualifiche professionali il Ministero della Giustizia contrariamente a quello che sembrava scontato, ha ripreso l’esame delle oltre 50 domande di riconoscimento di Associazioni non ordinistiche in questi mesi presentate. In questa delicata fase, dopo il negativo esito dei ricorsi di alcuni Ordini professionali e dello stesso CUP, un ruolo di rilievo è demandato al CNEL - Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.
Dopo l’annullamento da parte del TAR Lazio del D.M. applicativo del D.Lgs. n. 206/2007, relativo al riconoscimento delle qualifiche professionali il Ministero della Giustizia contrariamente a quello che sembrava scontato, ha ripreso l’esame delle oltre 50 domande di riconoscimento di Associazioni non ordinistiche in questi mesi presentate.
Dopo l’annullamento del D.M. ci saremmo aspettati un comportamento più prudente da parte del Ministero anche in considerazione al fatto che l’accreditamento delle Associazioni non ha valenza nazionale, riguardando solo la costituzione di “piattaforme comuni europee”(art. 26 del D.Lgs. n. 206/2007), cioè di sistemi reciproci di più rapido riconoscimento delle qualifiche fra i Paesi partners UE. Dal momento che nessuna richiesta di “piattaforma comune” risulta essere stata al momento presentata, non vi è alcuna urgenza di deliberare gli “accreditamenti” relativi.
In questa delicata fase, dopo il negativo esito dei ricorsi di alcuni Ordini professionali e dello stesso CUP, un ruolo di rilievo è demandato al CNEL -Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, chiamato dal D.Lgs. n. 206/2007 a dare un parere sulle richieste di riconoscimento che le Associazioni presentano al Ministero della Giustizia; l’importanza di questo parere è notevole in quanto, pur sacrificato nei limiti di quanto la legge indica, si tratta dell’ultima fase istruttoria - peraltro di contenuto obbligatorio - prima dell’emanazione (o del diniego) del riconoscimento ministeriale.
E’ allora necessario conoscere che il CNEL potrà adottare modalità diverse attraverso le quali rendere il parere previsto al Ministero della Giustizia. Potrebbe essere l’Aula del CNEL, formalmente riunita ad esprimersi, così potendo farlo in maniera chiara e trasparente; oppure potrebbe essere affidato un compito istruttorio sui riconoscimenti ad un Comitato ristretto di poche persone, dove vi sarebbe posto per un solo rappresentante delle professioni (su 7 componenti). In questo modo si potrebbe solo prendere atto di ciò che gli altri hanno deciso. La decisione del CNEL sulle procedure dovrebbe essere presa presto in quanto sono già pervenute sei richieste di parere, riferite ad altrettante Associazioni.
Ci auguriamo che, stante la delicatezza e gravosità delle questioni che ci attendono, le professioni mantengano un atteggiamento unitario.