Chiarimenti in merito alla vaccinazione antirabbica precontagio

Ministero della Salute
23/12/2009
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Facendo seguito alla nota dello scorso 4 dicembre, con la quale erano stati forniti chiarimenti in riferimento alla ordinanza ministeriale contingibile ed urgente del 26 novembre 2009, la Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario è di nuovo intervenuta per ribadire che è previsto l’obbligo di vaccinazione antirabbica precontagio di cani, gatti e furetti al seguito di persone dirette anche temporaneamente nei territori interessati “almeno 21 giorni prima dell’arrivo e da non oltre 11 mesi”.

Facendo seguito alla nota dello scorso 4 dicembre, con la quale erano stati forniti chiarimenti in riferimento alla ordinanza ministeriale contingibile ed urgente del 26 novembre 2009, la Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario è di nuovo intervenuta per ribadire che l’art. 1, comma 1, dell’O.M. prevede l’obbligo di vaccinazione antirabbica precontagio di cani, gatti e furetti al seguito di persone dirette anche temporaneamente nei territori interessati “almeno 21 giorni prima dell’arrivo e da non oltre 11 mesi”.
Nella nota si chiarisce che il periodo minimo di 21 giorni “in caso di prima vaccinazione, è il periodo necessario affinché dopo l’inoculazione del vaccino l’animale sviluppi l’immunità nei confronti della malattia”.
Il Ministero prosegue poi spiegando che “qualora l’animale sia stato già vaccinato in precedenza e il richiamo venga effettuato nel corso della validità della vaccinazione precedente, la validità del richiamo viene fatta decorrere direttamente dalla data di esecuzione del richiamo stesso”.
Viene infine dichiarato che “in assenza di un certificato veterinario attestante la precedente vaccinazione, la nuova vaccinazione dovrà essere considerata come “vaccinazione primaria” e la validità decorrerà a partire da 21 giorni dopo l’esecuzione della vaccinazione stessa”.
In allegato il testo integrare della nota sottoscritta dal Direttore Generale dr.ssa Gaetana Ferri.

La nota del Ministero della Salute

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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