Assistenza sanitaria veterinaria al Centro Recupero Selvaggina

Provincia di Sondrio
23/12/2009
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Raggiunta dalla notizia della discussione in atto in merito all'appalto per l'assistenza veterinaria al Centro di Recupero Selvaggina gestito dall'Amministrazione Provinciale di Sondrio, la Federazione ha scritto al Direttore Generale ASL di Sondrio

Raggiunta dalla notizia della discussione in atto in merito all'appalto per l'assistenza veterinaria al Centro di Recupero Selvaggina gestito dall'Amministrazione Provinciale di Sondrio, la Federazione ha scritto al Direttore Generale ASL di Sondrio.
Alla Federazione in particolare risulta che il Presidente della Provincia di Sondrio, contro il parere del dirigente del Settore Agricoltura e della responsabile dell'Ufficio Faunistico, avesse contattato l'ASL di Sondrio per proporre il contratto di assistenza al Dipartimento di Prevenzione Veterinario e che fosse stato chiesto ai medici veterinari di manifestare la propria disponibilità a svolgere questo incarico.
Nella nota si legge che “atteso che l’attività in parola non rientra nelle attività istituzionali dell'ASL, né tanto meno nei livelli essenziali di assistenza (LEA), preso atto che proprio su questa attività di assistenza alla fauna selvatica l’ASL ha doveri di vigilanza, non si comprende la ratio che sostiene l’ipotesi di un impiego di personale in questo ambito. La situazione è tanto più inspiegabile in quanto attività istituzionali tipiche dell’ASL vengono affidate dall’ASL di Sondrio ai liberi professionisti: mi riferisco alle operazioni di bonifica sanitaria degli ovi caprini ed all’assistenza medico veterinaria al Canile sanitario”.
Gaetano Penocchio prosegue evidenziando che “la verifica delle professionalità in campo in un settore che forzatamente deve contare su conoscenze specialistiche. È della scorsa settimana l’intervento di un medico veterinario dell’ASL di Sondrio che, impegnato in un intervento su una cerva ferita che necessitava di una sedazione per telenarcosi, è stato costretto a rivolgersi ai Colleghi competenti del Centro di Ponte”.
La Federazione ha quindi formulato al Direttore Generale dell’ASL di Sondrio la richiesta di riconsiderare la vicenda.
Si pubblica il testo integrale della nota trasmessa.

La nota della FNOVI

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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