La FNOVI replica al Presidente della U.N.A.API
La FNOVI replica al Presidente della U.N.A.API

Immediata la reazione della Federazione ad un articolo apparso sul portale “Mieli d’Italia” a firma del Presidente dell'Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani - unione di associazioni di produttori apistici – recante la notizia che mentre in Europa si lavora per facilitare e armonizzare la somministrazione di acidi organici e oli essenziali per contenere la varroa, in Italia un apicoltore è stato multato per 20mila Euro per avere usato l’acido ossalico senza ricetta veterinaria
Immediata la reazione della Federazione ad un articolo apparso sul portale “Mieli d’Italia” a firma del Presidente dell'Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani - unione di associazioni di produttori apistici – recante la notizia che mentre in Europa si lavora per facilitare e armonizzare la somministrazione di acidi organici e oli essenziali per contenere la varroa, in Italia un apicoltore è stato multato per 20mila Euro per avere usato l’acido ossalico senza ricetta veterinaria.
Nella nota a firma di Gaetano Penocchio la Federazione ha ribadito la necessità di sviluppare in materia un ragionamento che tenga conto dell'organizzazione sanitaria nazionale ed europea, della legislazione relativa al farmaco veterinario e delle professioni rispettivamente dell'apicoltore e del medico veterinario che operano nel settore apistico.
L’autore dell’articolo, pur ammettendo che agli allevatori sono note le indicazioni circa l’uso delle sostanze più “comuni”, incluso l’acido ossalico (per questo acido in particolare risultano forniti agli allevatori un facsimile di prescrizione, per consentire al farmacista la preparazione del galenico, nonché indicazioni relative al modo l’uso, alle dosi, al periodo di somministrazione ed alle precauzioni), definiva “prettamente burocratiche, di costi e risorse” le complicazioni commesse all’utilizzo dell’acido ossalico e accennava all’esistenza di “autorevoli soggetti che non ritengono giustificabile e praticabile il sotterfugio di una cosiddetta ricetta in deroga per un prodotto in libero commercio e in presenza di altri prodotti indicati per la cura della varroasi, con relativo dosaggio e miscelazione galenica effettuati unicamente sotto la responsabilità dell’apicoltore” per quindi concludere che “Molti sono evidentemente in Italia gli eredi della visione giolittiana «per cui la legge si spiega agli amici e si applica ai nemici»”.
La Federazione, che ha replicato puntualmente alle affermazioni del rappresentante dell’associazione, ha inoltre chiesto alla competente Direzione ministeriale l’attivazione di un tavolo tecnico.
Si pubblica il testo integrale della nota trasmessa alla U.N.A.API nonché la richiesta inoltrata alla Direzione ministeriale