Apicoltura: scandalo al sole
Apicoltura: scandalo al sole

La strada da percorrere per salvare le api dalla varroa è quella di un professionismo serio che traghetti la vita delle api fuori dalle sabbie mobili in cui l'hanno condotta tutti coloro che hanno disatteso le regole che stanno alla base della zootecnia e della produzione di alimenti sani. La notizia che vede il il sequestro di 11.000 confezioni di perle di propoli a Torino e 2000 confezioni a Forlì non e uno “scandalo silenzioso”, bensì la prova della scorrettezza di taluni produttori che inquinano l'animale alveare e tutti i suoi derivati con molecole pericolose per la salute dei consumatori.
La strada da percorrere per salvare le api dalla varroa è quella di un professionismo serio che traghetti la vita delle api fuori dalle sabbie mobili in cui l'hanno condotta tutti coloro che hanno disatteso le regole che stanno alla base della zootecnia e della produzione di alimenti sani.
La notizia che vede il il sequestro di 11.000 confezioni di perle di propoli a Torino e 2000 confezioni a Forlì non e uno “scandalo silenzioso”, bensì la prova della scorrettezza di taluni produttori che inquinano l'animale alveare e tutti i suoi derivati con molecole pericolose per la salute dei consumatori.
Col miele, la pappa reale, il polline ed infine col propoli si vanno a colpire proprio coloro che cercano in una alimentazione alternativa una risposta salutistica e trovano veleno. La multa di 20.478 euro ad un “apicoltore toscano” mette lo “scandalo al sole” su quanto sta accadendo nel settore. L'uso incontrollato di farmaci, acquistati ovunque, dalla mesticheria alla Cina, il bricolage del farmaco prodotto in proprio, la sperimentazione di molecole vietate sulle api sottocasa, i trattamenti sistemici con antibiotici, le sublimazioni e le fumigazioni sono all'ordine del giorno e spesso ancora più dannosi per le api degli stessi pesticidi agricoli.
Il Ministero della Sanità risponde alla mozione degli apicoltori con una nota chiara: un richiamo all'uso di molecole autorizzate nel rispetto del D.L 193/2006, ad una maggiore prevenzione e più educazione agli apicoltori nei confronti delle malattie.
La FNOVI è in linea perfetta con tutto questo ed ha pronto un documento dettagliato sull'uso del farmaco in deroga ed è pronta a sostenere la professione veterinaria al tavolo tecnico che si terrà tra non molto al Ministero della Salute per un confronto proficuo con le associazioni apistiche nazionali.
Per approfondimenti:
Inchiesta SALVAGENTE “Miele,propoli e veleni Scandalo silenzioso”
Le proposte UNAAPI a Gaetana Ferri
Il Ministero risponde picche
La nota del Ministero della Salute
Nuova comunicazione del Ministero della Salute