Quale politica sanitaria
Quale politica sanitaria

Dal Congresso Nazionale dell'Apicoltura Professionale Italiana svoltosi a Chianciano dal 2 al 7 Febbraio u.s., Francesco Panella, Presidente U.N.A.A.P.I., definisce la politica veterinaria “inerte ed inefficiente”
Dal Congresso Nazionale dell'Apicoltura Professionale Italiana svoltosi a Chianciano dal 2 al 7 Febbraio u.s., Francesco Panella, Presidente U.N.A.A.P.I., definisce la politica veterinaria “inerte ed inefficiente”. La mozione degli apicoltori rivolta al Ministero della Salute si esprime in questi termini “Un grave attacco all'apicoltura tutta. L'assoluta inadeguatezza di ruolo e di indicazioni dei responsabili nazionali della politica veterinaria degrada e degenera progressivamente. La sanzione di 20.000 euro all'apicoltore toscano è una sanzione a tutti noi e assieme la fronteggeremo. E' ora che si costruisca, assieme ai responsabili veterinari, una vera e praticabile politica di difesa sanitaria delle api”.
Il documento sottolinea il ruolo della Commissione Sanitaria U.N.A.A.P.I. che “responsabilmente” ha saputo riempire il vuoto lasciato dalla incapacità propositiva dei Servizi Veterinari Nazionali.
Contemporaneamente allo svolgersi del Congresso , il 4 Febbraio, è stata diramata la notizia di 11.000 confezioni di pastiglie di propoli contaminate con antiparassitari utilizzati contro la varroa destructor, sequestrate dagli agenti del Corpo Forestale di Ascoli Piceno.
Le indagini sulla tracciabilità delle autorità devono fare luce sulla provenienza di quella propoli e saranno palesi solo allora le responsabilità. La qualità della politica sanitaria intrapresa dalle associazioni di categoria, il sostegno tecnico e la formazione fruita ai propri associati finalizzati al corretto utilizzo del farmaco veterinario ed alla produzione di alimenti buoni e sicuri sono determinanti per la costruzione della credibilità di un settore e danno risultati valutabili nel tempo.
La salute delle api e la salubrità degli alimenti è evidentemente prima di tutto nelle mani degli allevatori che sono i responsabili delle scelte sanitarie. Chi li avesse mal consigliati merita di assumersi l'onere delle salate sanzioni che potrebbero fioccare.