La concorrenza in medicina veterinaria

Newsletter FVE
18/07/2007
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Le parole che seguono di Jan Vaarten, Direttore esecutivo della FVE, sono connotate dalla nostra stessa sensibilità (né poteva essere altrimenti) e dal nostro stesso amore per la professione.
Di seguito l’editoriale a Sua firma pubblicato sulla Newsletter di Luglio della FVE.
Il tema è di grande attualità anche in Italia dove siamo impegnati nella raccolta delle firme per il PdL di iniziativa popolare per il riordino delle professioni intellettuali.
Gaetano Penocchio

Le parole che seguono di Jan Vaarten, Direttore esecutivo della FVE, sono connotate dalla nostra stessa sensibilità (né poteva essere altrimenti) e dal nostro stesso amore per la professione.
Di seguito l’editoriale a Sua firma pubblicato sulla Newsletter di Luglio della FVE.
Il tema è di grande attualità anche in Italia dove siamo impegnati nella raccolta delle firme per il PdL di iniziativa popolare per il riordino delle professioni intellettuali.
Gaetano Penocchio

“La medicina veterinaria è una delle cosiddette “libere professioni”, quelle che richiedono un percorso educativo nelle arti o nelle scienze per sviluppare le capacità intellettuali.
Sono professioni esercitate in base a specifiche qualifiche professionali e consentono di fornire servizi intellettuali al cliente ed all’utenza in generale con modalità personali, responsabili ed indipendenti.
Un aspetto importante delle libere professioni è quello relativo all’interesse pubblico: per questo la sua funzione non è solo nell’interesse immediato del singolo utente ma, in senso più ampio, di tutta la società.
Nel caso della medicina veterinaria – una professione sanitaria – è cristallino quale sia l’interesse pubblico: la salute ed il benessere animale, la salute pubblica e la sicurezza degli alimenti.
Se da una parte sta diminuendo il numero di persone a contatto con gli animali da allevamento, dall’altra sta aumentando l’attenzione dell’opinione pubblica su questi argomenti.
Un’altra caratteristica delle libere professioni è la cosiddetta “asimmetria delle informazioni” tra il professionista ed i suoi clienti. Potrebbe risultare difficile, per il singolo cliente, valutare la qualità delle prestazioni che vengono rese.
I risultati ottenuti potrebbero non rispecchiare l’impegno profuso a risolvere un caso: anche il migliore dei medici veterinari non può garantire che l’animale in cura guarirà o che non si ammalerà.
Questo è il motivo per cui la medicina veterinaria è una “professione regolamentata” proprio come la professione medica o notarile: è governata da regole stabilite dalle autorità competenti e dagli stessi ordini professionali.
L’accesso e l’esercizio della professione sono controllati e richiedono il possesso di determinate capacità e qualifiche.
I sistemi disciplinari sono istituiti per mantenere gli standard e per prevenire o reprimere comportamenti poco professionali.
Queste regole sono state stabilite nell’interesse del cliente, della società, della stessa professione e, da ultimo ma non per importanza – nel nostro caso – degli animali.
Le norme devono essere aggiornate regolarmente per seguire l’evoluzione della società proprio come la potatura e l’eliminazione dei rami secchi è fondamentale per avere un giardino rigoglioso.
Tuttavia le regole non vanno completamente eliminate – come viene invocato da qualche “guru del mercato”.
Non è una questione di “libera concorrenza” – niente in contrario – ma devono essere presi in considerazione dei valori ben più importanti del solo onorario.
Se lasciassimo spazio soltanto alla libera concorrenza ci potremmo trovare presto soffocati dalle erbe infestanti.
Jan Vaarten
Direttore esecutivo della FVE”

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI
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