A breve la raccolta delle firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare
A breve la raccolta delle firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare

Dopo averlo promesso almeno un paio di mesi fa, il Comitato Unitario per le Professioni intellettuali (CUP) ha depositato in Cassazione ieri, 21 marzo, il testo della proposta di legge di iniziativa popolare sulla riforma delle professioni.
Dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale inizierà la mobilitazione dei consigli territoriali per raccogliere le 50 mila adesioni necessarie per far approdare la proposta in parlamento.
Dopo averlo promesso almeno un paio di mesi fa, il Comitato Unitario per le Professioni intellettuali (CUP) ha depositato in Cassazione ieri, 21 marzo, il testo della proposta di legge di iniziativa popolare sulla riforma delle professioni.
Dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e la vidimazione da parte delle Corti d’Appello Distrettuali dei moduli per la raccolta delle firme, nel giro di qualche settimana, inizierà la mobilitazione dei consigli territoriali per raccogliere le 50 mila adesioni necessarie per far approdare la proposta in parlamento.
La FNOVI, nella persona del Consigliere Dr. Antonio Gianni era presente al rito del deposito della proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma delle professioni che, nelle intenzioni di tutte le Federazioni Nazionali e i Consigli e Collegi professionali aderenti al CUP è ritenuta una alternativa al ddl Mastella giudicato “inadatto a ridisegnare nella sua interezza ed in maniera organica la complessa materia, della quale individua, in soli nove articoli, e quindi molto succintamente e con scarsa chiarezza, solo alcuni aspetti”.
Tra i principi della proposta di legge del CUP vi è invece la distinzione tra attività professionale e attività imprenditoriale, la reintroduzione dei minimi tariffari inderogabili per le procedure ad evidenza pubblica e la conservazione degli attuali Ordini e Collegi.
Il Presidente della FNOVI ha così commentato: “Il ddl Mastella non ci sta bene. La riforma non può prescindere dalla obbligatorietà della iscrizione agli Albi, deve riconoscere gli Ordini come enti pubblici non economici e sussidiari dello Stato ed evitare sovrapposizioni tra Ordini e Associazioni. Le società interprofessionali con soci di capitale non devono diventare aree di copertura di abusivismo e prestanomismo. Le Università non possono avere la contemporanea capacità di formare e generare profili professionali cui destinare fette di mercato già occupate da profili esistenti”.
Pertanto, verosimilmente già in questa settimana, seguirà la pubblicazione in G.U., dando il via alla fase operativa che prevede, al primo step, la vidimazione dei moduli per la raccolta delle firme. Dalla prima vidimazione scatterà il termine di 180 giorni per la raccolta delle firme che, si rammenta, affinché la proposta di legge approdi in Parlamento, dovranno essere almeno 50.000.
Prosegue intanto presso le Commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera, il lavoro di consultazione iniziato l’8 marzo scorso con l’incontro con il Presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, il quale aveva formulato alcune osservazioni in merito al ddl Mastella, invitando il Parlamento a definire nella legge delega un “minimum” di regole per il buon funzionamento dei mercati dei servizi, a limitare il controllo degli Ordini sui professionisti e a non porre eccessivi limiti alla pubblicità.
È calendarizzata per giovedì 22 marzo l’audizione del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, Vasco Errani, e dei rappresentanti del Comitato Unitario per le Professioni intellettuali (CUP), in relazione all’esame dei progetti di legge in materia di riforma delle professioni.