Osservatorio sul Doposisma
Osservatorio sul Doposisma

Studiare, capire, intravedere i cambiamenti che un sisma può determinare su tutti i livelli, urbanistici, economici, sociologici e sanitari.
L’obiettivo prioritario dell’Osservatorio sul Doposisma della Fondazione Mida (Musei Integrati dell’Ambiente) in provincia di Salerno, nel Cilento e Vallo di Diano, diventa la ricerca e l’individuazione di modelli di intervento, buone prassi da adottare in casi di ulteriori e futuri eventi catastrofici per ‘farsi trovare preparati’, per evitare rivoluzionari cambiamenti nello stile e nella qualità di vita dei territori, per raccogliere l’esperienza e studiarla al fine di distribuirla alle future generazioni. Ed il primo passo in tal senso è stato avviato per la ricerca nell’ambito della sanità veterinaria.
Studiare, capire, intravedere i cambiamenti che un sisma può determinare su tutti i livelli, urbanistici, economici, sociologici e sanitari.
L’obiettivo prioritario dell’Osservatorio sul Doposisma della Fondazione Mida (Musei Integrati dell’Ambiente) in provincia di Salerno, nel Cilento e Vallo di Diano, diventa la ricerca e l’individuazione di modelli di intervento, buone prassi da adottare in casi di ulteriori e futuri eventi catastrofici per ‘farsi trovare preparati’, per evitare rivoluzionari cambiamenti nello stile e nella qualità di vita dei territori, per raccogliere l’esperienza e studiarla al fine di distribuirla alle future generazioni.
Ed il primo passo in tal senso è stato avviato per la ricerca nell’ambito della sanità veterinaria.
Di fatto, la Fondazione e l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) Dipartimento Sanità pubblica e veterinaria e sicurezza alimentare nella persona del direttore Agostino Macrì hanno stipulato un Protocollo d’Intesa per lo svolgimento di attività di ricerca, elaborazione, contributi tecnico scientifici, corsi di aggiornamento, nonché seminari e
master rivolti sia a personale di Enti Pubblici che del Servizio sanitario locale ed associazioni professionali e non, nell’ambito della valutazione degli effetti sulla salute e la sicurezza alimentare della popolazione e degli animali, in situazioni di eventi catastrofici, quali i terremoti o le emergenze di qualunque tipo naturale e antropico.
A rafforzare l’intesa raggiunta è la figura simbolo degli studi in tal senso. Si tratta del professore Adriano Mantovani, Componente della Commissione Grandi Rischi, Sezione Rischio Sanitario - Presidenza Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile. Mantovani, già professore e ricercatore, con all’attivo 250 pubblicazioni.
Nonostante la sua veneranda età, oggi collabora con il Centro di Collaborazione OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria nel quale si occupa di interventi veterinari in situazioni di emergenza.
Nel mese di luglio il Professore si è recato a Pertosa ed Auletta per sancire l’intesa ed avviare i primi passi.
‘Quello che sta nascendo con la Fondazione Mida - spiega Mantovani - avrà un significato importante per il futuro. Costituire una struttura che possa valorizzare il ruolo della veterinaria per quanto riguarda l’emergenza diventa da un lato un passaggio fondamentale per promuovere ed incoraggiare la ricerca nella Veterinaria dell’economia, dall’altro è la base per poter essere punto di riferimento come centro di ricerca
nell’ambito della veterinaria di emergenza.
In Abruzzo ‘ continua Mantovani- i veterinari sono stati chiamati
immediatamente sul posto perché Bertolaso è abituato a lavorare con noi e siamo stati inseriti nelle attività di protezione civile, ma l’intervento non deve essere casuale o basato sulla sensibilità delle persone.
Piuttosto la veterinaria che oggi sta vivendo una crisi di visibilità e di percezione errata nell’opinione pubblica, deve recuperare il suo ruolo centrale in quanto tassello indispensabile nella vita delle persone e nelle società’.
Ma perché nasce l’Osservatorio sul Doposisma’
‘Cosa c’era prima del terremoto’ Cosa è andato via, cosa è rimasto’ Sono state queste le domande che hanno avviato il processo e l’idea di costituire l’Osservatorio e di far nascere al Fondazione Mida, spiega il suo Presidente Francescantonio D’Orilia, anche lui veterinario. Le reazioni, le distruzioni, i cambiamenti necessari, quali strati dell’animo
e delle coscienze hanno toccato, al punto tale da modificare il modo di
vivere, l’economia, la società del territorio ‘. L’Italia vive su una terra che spesso trema, ma in una terra di terremoto è possibile ipotizzare uno sviluppo, un sistema di sviluppo locale sostenibile e duraturo’ E’ possibile ogni volta o per questa volta recuperare il passato, riportarlo e adattarlo al presente ed immaginare un futuro ricco di risorse endogene e carico di sforzi innovativi, un processo che si adatti alla terra del sisma e che di quel sisma ne colga la forza’ Sono queste le domande che hanno stimolato la Fondazione Mida quando non era ancora nata ma stava per prendere forma.’
Studiare, capire, intravedere i cambiamenti che un sisma può determinare su tutti i livelli, urbanistici, economici, sociologici, sanitari sono state le ragioni dunque che hanno mosso la creazione dell’Osservatorio sul Doposisma ma anche con la volontà di sperimentare un modello di sistema locale basato su elementi indigeni, dall’architettura, all’agricoltura,
dal turismo alle emergenze naturalistiche, fortificati tuttavia dalla ricerca, dall’innovazione e dalla qualità. I primi passi sono stati avviati’.
Addetto stampa
3471405113
Salvatore Medici
www.fondazionemida.it