LXI Convegno Nazionale SISVet a Salsomaggiore Terme (PR)
LXI Convegno Nazionale SISVet a Salsomaggiore Terme (PR)

Pubblichiamo l'intervento del Presidente della Federazione tenuto al LXI Convegno Nazionale SISVet che si è svolto a Salsomaggiore Terme (PR) dal 26 al 29 settembre 2007.
Intervento del Presidente Penocchio al Convegno
SISVET Salsomaggiore 26.09.08
Non posso non utilizzare questa occasione per sollecitare un incontro Università – Professione. La Professione vuole confrontarsi con l’Accademia ed auspica ogni collaborazione. E’ una Professione senza pregiudizi, aperta ad ogni dialogo quella che rappresento e lo ha dimostrato.
Abbiamo voluto e saputo recuperare insieme ai Dottori Agronomi e Forestali ed alle Conferenze dei Presidi di Agraria e di Veterinaria la figura dello zoonomo, disegnata con troppa avidità da qualcuno. La volontà del Consiglio di Stato era stata molto chiara e dava ragione alla FNOVI, tanto nel merito quanto nel metodo, ovvero deprecando il mancato interessamento dei Veterinari sulla questione nel 2001, quando fu istituita la figura professionale (Dpr 328/01), e confermando il contrasto nelle competenze che creavano pregiudizio all’attività dei professionisti iscritti ad un Ordine dei Medici Veterinari.
Il Governo rispose alla sentenza del Consiglio di Stato con l’Ordinanza MIUR 8 giugno 2005 (“Modifica O.M. del 14 febbraio 2005 – Esami di Stato abilitazione professionale. Annullamento esame Zoonomo”), che escludeva la professione di Zoonomo dall’elenco delle professioni ammesse agli Esami di Stato.
L’attuale FNOVI, sollecitata a recuperare la situazione, ha fatto la sua parte, ridisegnando le competenze di questa figura professionale e formalizzando un accordo con il gli Agronomi e con le Conferenze dei Presidi.
Ora tocca al Ministro della Giustizia e il Ministro dell’Università e della Ricerca cogliere la portata dell’accordo FNOVI CONAF, Conferenze dei Presidi.
E’ la nostra una Professione che si vuole confrontare con l’Accademia, ma non vuole essere presa in giro, così com’è capitato.
Programmazione dei corsi di laurea
Mi limito ai fatti: la vicenda che ha portato alla programmazione dei corso di laurea specialistica magistrale in Medicina Veterinaria per l’anno accademico 2007/2008 è indicativa di un rapporto tutto da inventare.
Stabilito che i dati forniti dalle Regioni non sono utili neppure nel gioco del lotto (Regioni che al quesito posto dal Ministero della Salute relativo alla programmazione degli accessi alle Facoltà di Medicina veterinaria, hanno fornito un numero pari alla capienza della Facoltà che insiste nella Regione, o hanno inteso trattarsi della programmazione dell’accesso alle scuole di specializzazione, oppure, interpellati dalla FNOVI sostengono di non aver capito niente e di non sapere niente), ognuno ha fatto la sua parte e la FNOVI ha chiesto una contrazione degli accessi.
Il Tavolo Tecnico istituito dal Ministro Mussi aveva previsto una prima riduzione degli accessi alle Facoltà di medicina veterinaria, in seguito disattesa nei fatti e “legittimata” in modo inaccettabile.
Le giustificazioni arrivate a posteriori parlano di accordi intercorsi successivamente alla riunione che andavano recepiti nel verbale come se fossero stati formulati nel corso della riunione.
Sulla incredibile vicenda, come ennesimo segno di buona volontà, spegniamo la luce. Nessuno arrossisce al buio.
ECM: Se vogliamo invece parlare di educazione continua in medicina la Professione rimprovera all’università (o meglio a qualche referee universitario e non a tutti), atteggiamenti bassamente ostruzionistici finalizzati ad ostacolare l’accreditamento degli eventi di questa o quella società.
Allora diventa un problema un corso che “costa troppo”o “troppo poco”, è "troppo breve” o “troppo lungo”, “mancano gli abstract”, ecc, ed in un vortice di fesserie incomprensibili.
Anche l’ECM è diventata per qualcuno un terreno per consumare sentimenti di bassa levatura.
E ritorniamo a parlare di prospettive: non del nuovo corso di laurea di Udine o del destino di quello di Catanzaro, ma di un rapporto da costruire qui o altrove. Serve un patto tra professione ed università. La professione è cresciuta ed è pronta a sedersi al tavolo ed aspetta l’Accademia, che deve smettere di sentirsi ad un passo dal cielo.