L’IZSLER attiva la Banca Nazionale del Vaccino Antiaftoso

Gestione delle emergenze sanitarie
10/12/2009
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L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna ha costituito, per conto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, la Banca Nazionale del Vaccino Antiaftoso. Per realizzare la banca è stato necessario un investimento di circa 3 milioni di euro, che coprono i costi di acquisto dei 5 tipi di antigeni verso i ceppi virali dell’afta più a rischio di introduzione nell’Unione Europea e consentiranno, in caso di emergenza di trasformare gli antigeni in 7.500.000 dosi di vaccino pronte per essere distribuite e utilizzate. Con questo l’Istituto conferma il suo ruolo strategico nel campo della prevenzione e delle gestione delle emergenze sanitarie.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna ha costituito, per conto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, la Banca Nazionale del Vaccino Antiaftoso.
Per realizzare la banca è stato necessario un investimento di circa 3 milioni di euro, che coprono i costi di acquisto dei 5 tipi di antigeni verso i ceppi virali dell’afta più a rischio di introduzione nell’Unione Europea e consentiranno, in caso di emergenza di trasformare gli antigeni in 7.500.000 dosi di vaccino pronte per essere distribuite e utilizzate.
Con questo l’Istituto conferma il suo ruolo strategico nel campo della prevenzione e delle gestione delle emergenze sanitarie.
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia conferma il suo ruolo strategico nel campo della prevenzione e delle gestione delle emergenze sanitarie istituendo, con un investimento di circa 3 milioni di euro, la Banca Nazionale del Vaccino Antiaftoso.
Per conto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sono stati acquistati, con un contratto della durata di 5 anni, 5 tipi di antigeni verso i ceppi virali dell’afta più a rischio di introduzione nell’Unione Europea
In caso di emergenza gli antigeni, conservati in forma inattivata e concentrata, potranno essere trasformati in 7.500.000 dosi di vaccino pronte per essere distribuite e utilizzate.
Il numero di vaccini che saranno disponibili per ogni ceppo è proporzionale al rischio di diffusione dei differenti tipo di virus.
Gli antigeni sono conservati presso il produttore, che, oltre a garantirne la qualità della conservazione, si occuperà della trasformazione in vaccini.

Fonte: 
Ufficio Stampa
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