La FNOVI a Brescia parla del dolore

Il dolore non detto
10/12/2009
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Il fatto che gli animali provino dolore mette un po’ in crisi l’interpretazione etica del dolore come ricordo della colpa dell’uomo per avere tradito la fiducia di Dio. Cosa hanno a che fare gli animali con la relazione dolore – punizione divina? Il Convegno, organizzato dalla Fondazione Mazzocchi Onlus, con il patrocinio del Comune di Coccaglio, dell'Associazione Italiana Psicogeriatria e dell'Istituto Ricerca e Formazione in Scienze Algologiche si terrà a Coccaglio (Brescia) sabato 12.12. Saranno presenti il Presidente e la Vicepresidente FNOVI Gaetano Penocchio e Carla Bernasconi.

Il fatto che gli animali provino dolore mette un po’ in crisi l’interpretazione etica del dolore come ricordo della colpa dell’uomo per avere tradito la fiducia di Dio. Cosa hanno a che fare gli animali con la relazione dolore – punizione divina? Il pensiero religioso ha condizionato fortemente la negazione della presenza del dolore negli animali e non solo, basti pensare a pochi decenni orsono quando non si credeva al dolore nei neonati perché non “in piena coscienza e conoscenza”.
La scoperta del funzionamento del “sistema dolore” ha favorito una revisione dell’interpretazione del dolore nei soggetti umani non-comunicanti e negli animali.
Tutti gli esseri animali hanno un sistema protettivo più o meno sofisticato che ha la finalità di allertare l’attenzione verso il pericolo mediante distress. Ciò vale per le malattie acute, ma quando si ha a che fare con patologie croniche il significato finalistico del dolore viene meno e rimane solo una percezione negativa, causa di sofferenza e disfunzioni d’organo; il “curante” ha una duplice motivazione per tentare di ridurre il dolore del suo paziente (uomo o animale che sia): lenire la sofferenza (livello di coscienza) ed impedire i danni organici (livello di incoscienza o non comunicabilità).
Nonostante una giustificazione così forte il processo di cura del dolore persistente (da malattie croniche) nei soggetti non “verbalizzanti” si blocca nella fase di rilevazione del dolore perché basata sulla difficile interpretazione dei “segni” del dolore, ovvero sulle alterazioni comportamentali.
Oggi, diverse specialistiche hanno un proprio metodo di assessment che trova pochi proseliti nella pratica quotidiana in quanto strutturato su elaborati metodi di ricerca e sperimentazione. Il confronto delle varie procedure di valutazione oggettiva del dolore, anche se appartenenti ad ambiti scientifici così lontani, potrebbe essere un primo passo per superare le difficoltà insite nella misura del dolore. Il convegno sul “Dolore non detto” è un tentativo per ogni operatore che si cura del dolore dell’”altro” per affinare la propria capacità “pratica” di lettura dei segni comportamentali del dolore.
Il Convegno organizzato da R.S.A. Fondazione
Pompeo e Cesare Mazzocchi ONLUS - COCCAGLIO con il patrocinio del Comune di Coccaglio, Associazione Italiana Psicogeriatria - AIP, FEDERDOLORE , Istituto Ricerca e Formazione in Scienze Algologiche - ISAL su "Il dolore non detto" si terrà a Coccaglio (Brescia) sabato 12.12. Saranno presenti il Presidente e la Vicepresidente FNOVI Gaetano Penocchio e Carla Bernasconi.

Invito

Locandina

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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